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UBS: «Meno crescita e più inflazione, pesa la guerra»
© CLAUDIO THOMA
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Ats
3 ore fa
L'istituto ha corretto al ribasso le sue stime sulla crescita dell'economia svizzera nel 2026 e 2027 – Per l'anno in corso gli esperti prevedono che il prodotto interno lordo aumenterà dello 0,7%

UBS corregge al ribasso le sue stime sulla crescita dell'economia svizzera nel 2026 e 2027, mentre ritocca sensibilmente al rialzo quelle sull'inflazione. A pesare sono le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, ha indicato oggi la banca in margine alla presentazione di uno studio sull'impatto dell'intelligenza artificiale nelle aziende.

Progressione più lenta

Concretamente per l'anno in corso gli esperti della maggiore banca elvetica prevedono che il prodotto interno lordo (PIL) - al netto degli eventi sportivi - aumenterà dello 0,7%, a fronte del +0,9% pronosticato in precedenza, mentre mentre nei dodici mesi successivi la progressione sarà dell'1,4%, meno del +1,5% ipotizzato finora. La crescita dei prezzi dovrebbe da parte sua attestarsi allo 0,6% nel 2026, un valore doppio di quello previsto in febbraio. Per il 2027 viene avanzata una prima stima: è di un analogo +0,6%.

Vola il prezzo del petrolio

L'economista di UBS Alessandro Bee indica nella guerra tra Stati Uniti e Iran, in corso dalla fine di febbraio, la causa principale di questi adeguamenti. «Il conflitto ha fatto impennare il prezzo del petrolio, che è passato dai circa 70 dollari di allora a 100-110 dollari al barile», ha affermato l'esperto in un colloquio con i giornalisti.

Il nodo dello Stretto di Hormuz

La domanda più importante è: quando riaprirà lo Stretto di Hormuz, in modo che i flussi di petrolio possano tornare alla normalità? In seno all'istituto si ritiene che ciò dovrebbe avvenire a partire dal secondo semestre. «Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è infatti sotto pressione per trovare un accordo», viste le elezioni di medio termine.

Effetti a cascata in Svizzera

Intanto la situazione attuale ha effetti a cascata anche in Svizzera. Per la prima metà dell'anno UBS prevede una crescita leggermente più debole. «Ciò è dovuto ai pochi impulsi attesi dagli Stati Uniti e alla crisi energetica nell'UE», riferisce Bee. Nel secondo semestre, però ci si aspetta una ripresa soprattutto in Europa, grazie al pacchetto di stimolo economico tedesco.

Politica monetaria «giustificata»

In questo scenario l'analista di UBS ritiene giustificata la politica monetaria attuale della Banca nazionale svizzera (BNS): l'istituto dovrebbe di conseguenza mantenere invariato il tasso guida almeno fino a marzo 2027. «Se poi, a partire dal 2027, il PIL svizzero tornerà a muoversi verso la crescita tendenziale, anche la BNS dovrà riflettere su possibili aumenti dei tassi d'interesse». Per quanto riguarda le valute, né il corso del dollaro né quello dell'euro dovrebbero discostarsi in modo significativo dai livelli attuali.