
Luqman Arnold continua a premere sul consiglio di amministrazione (Cda) dell'UBS. L'ex Ceo della maggiore banca elvetica ribadisce le critiche sulla scelta di Peter Kurer quale successore di Marcel Ospel alla presidenza dell'organo di sorveglianza e invita i vertici a trovare un nuovo presidente. Il Cda non ha cercato seriamente un successore di Ospel, osserva la società di investimento Olivant diretta da Arnold in un comunicato odierno. Palesemente i potenziali candidati svizzeri altamente qualificati non sono stati contattati, nemmeno informalmente. Fra questi figurano Josef Ackermann, Ceo della Deutsche Bank, Markus Granziol, ex responsabile dell'investment banking di UBS e Hans-Jörg Rudloff, presidente di Barclays Capital. Kurer, capo giurista dell'UBS, è preso di mira da Olivant poiché ritenuto "insider". Quale membro della direzione della banca non porta nel Cda l'obiettività necessaria e non rappresenta una rottura con il sistema di corporate governance dell'UBS. Inoltre non dispone di esperienza di strategia bancaria né di rischi di mercato, indica la nota. Per la società di investimento, eventualmente Kurer potrebbe essere eletto presidente ad interm, fino a quando sarà trovato un nuovo candidato. Luqman Arnold aveva già espresso la sua posizione in due lettere indirizzate alla banca, di cui una diretta al vicepresidente del Cda Sergio Marchionne. ATS
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