
Kaspar Villiger sarà tra breve il nuovo presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di UBS: l'ex consigliere federale è stato eletto nell'organo di conduzione strategica con il 98% dei voti rappresentati all'assemblea generale di Zurigo. La nomina formale alla presidenza avverrà nella prima riunione subito dopo l'assemblea. Il 68enne Villiger - ingegnere di formazione ma anche ministro delle finanze fra il 1995 e il 2003 - succede a Peter Kurer, che ha lasciato la carica dopo un solo anno di attività. Per svolgere il suo nuovo compito l'ex politico radicale ha lasciato i suoi incarichi nei Cda di Nestlé, Swiss Re e NZZ; si è inoltre autolimitato il salario a "soli" 850'000 franchi, vale a dire circa il doppio di un consigliere federale in carica. Fra gli azionisti non è mancato chi ha sottolineato il ruolo avuto da Villiger nei disastri di Swiss Re (il riassicuratore un tempo florido, oggi in gravi difficoltà) e Swissair: uno di loro si è presentato alla tribuna proprio con l'uniforme di quella che è stata una gloriosa compagnia di bandiera, accusando Villiger di essere un capitano da mari calmi e di accedere alla carica solo per logiche di clan. Nel suo discorso Villiger ha insistito sulla necessità di ripristinare un clima di fiducia per ridare a UBS il blasone di un tempo. Per farlo occorre, a suo avviso, un radicale cambiamento di valori: "il cliente, e non il bonus, deve essere al centro delle nostre attenzioni", ha detto, promettendo anche di battersi personalmente contro le retribuzioni eccessive. Villiger si è espresso anche in favore del segreto bancario, approvando solo il passaggio di informazioni sulla base di un concreto sospetto di frode o di evasione. Gli azionisti hanno inoltre eletto nel Cda tre altri nuovi membri: Michel Demaré (responsabile delle finanze del gruppo industriale ABB), Ann Godbehere (ex direttrice finanze della banca Northern Rock e del riassicuratore Swiss Re) e Axel Lehmann (responsabile gestione rischi della compagna Zurich). Pure accettata la conferma di sei consiglieri di amministrazione il cui mandato arrivava al termine. Il rinnovamento ai vertici è stato quasi totale: nel Cda siedono ora solo tre membri già in carica prima dello scoppio della crisi dei subprime. In precedenza gli azionisti di UBS avevano approvato a larga maggioranza il rapporto annuale e i conti 2008 della banca, che si sono chiusi con una perdita record di 20,9 miliardi di franchi. Su 925 milioni di voti rappresentanti all'assemblea i no sono stati solo 25 milioni e le astensioni 13 milioni. Poi, nonostante diversi interventi critici, l'assemblea generale ha approvato, a titolo consultivo e con l'88% dei voti, il nuovo modello salariale dell'istituto. Esso prevede di orientare la parte variabile delle remunerazioni più al successo a lungo termine che alla performance sul breve periodo, introducendo anche un sistema di malus. In un primo tempo verrà versato al massimo solo un terzo del bonus: il rimanente andrà a finire su un conto bloccato che diminuirà di valore in caso di perdite negli anni successivi. Lo stesso concetto viene anche applicato ai programmi di partecipazione azionari. Diversi azionisti si sono però annunciati per criticare l'assenza di un limite a questo tipo di compensi, anche secondo il nuovo modello: in tal modo anche in futuro non potranno essere evitati gli eccessi del passato, è stato fatto notare. Dominique Biedermann, direttore della fondazione Ethos, ha chiesto da parte sua che sia fissato un tetto massimo al rapporto fra componenti fisse e variaili dello stipendio. A suo avviso vanno inoltre evitati non solo le buonuscite dorate, bensì anche i cosiddetti "premi di benvenuto". Infine, dopo quasi sette ore di discussione, l'assemblea degli azionisti si è chiusa con l'approvazione della costituzione di capitale condizionale per un massimo di 10 milioni di franchi (valore nominale) e di capitale autorizzato per un importo non superiore al 10% del capitale azionario emesso. Questi strumenti permetteranno alla banc
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