
Il presidente della direzione di UBS Oswald Grübel difende la politica salariale della banca, sotto pressione dopo le indiscrezioni su un aumento medio del 50% dei salari fissi dei top-manager dell'investment banking e su una busta paga da 11 milioni di franchi all'anno per uno dei nuovi direttori: lo stipendio va adeguato alle condizioni di mercato, scrive Grübel in un mail interno a tutti i dipendenti. "Dopo i forti tagli alle componenti variabili del salario ci troviamo in alcuni settori nettamente sotto il livello del mercato, e questa situazione non può essere mantenuta a lungo", osserva il manager tedesco nel messaggio di posta elettronica. "Dobbiamo retribuire i nostri collaboratori conformemente al mercato: noi rimaniamo su questa strada, anche se ogni tanto ciò ci espone a critiche, perché la discussione sui salari è emotiva". Lo scritto giunge dopo notizie di stampa sul ritorno in grande stile, a livello mondiale, dei salari d'oro nel settore banca di investimento, un comparto che in passato ha contributo a generare buchi miliardari e a causare gravissime turbolenze all'intera economia planetaria. A quanto sembra gli stipendi, complice la stabilizzazione dei mercati finanziari nelle scorse settimane, sono tornati alle stelle: a metà mese il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Kaspar Villiger ha ammesso che la società, dopo aver ridotto l'anno scorso i bonus dell'80%, ha aumentato le retribuzioni fisse degli alti dirigenti, senza però comunicare di quanto. Stando ai media l'aumento medio nel settore banca d'investimenti sarebbe del 50%, ma con punte molto superiori: il giornale specializzato britannico "Financial News" - riferisce il "Tages-Anzeiger" - sostiene che alcuni quadri si sono visti triplicare il salario a 500'000 franchi. Sempre secondo la stessa fonte al nuovo condirettore della divisione investement banking, Carsten Kengeter, entrato in UBS lo scorso settembre proveniente da Goldman Sachs, è stata garantita una somma di 10 milioni di dollari all'anno (quasi 11 milioni di franchi), e questo per tre anni consecutivi. La politica salariale di UBS nel settore investment banking negli Usa e in Gran Bretagna è fortemente criticata anche dall'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB). UBS - che nel 2008 ha chiuso i conti con una perdita record di 21 miliardi di franchi, mai nessun'azienda ha fatto peggio nella storia della Svizzera - è stata salvata con soldi pubblici, ha ricordato la settimana scorsa l'ASIB. Che ora nei piani alti dell'istituto i tagli dei bonus siano compensati con aumenti degli stipendi fissi "è una provocazione nei confronti della popolazione e degli impiegati". Tanto più che in aprile UBS ha annunciato la soppressione di 8700 posti di lavoro, di cui 2500 in Svizzera. ATS
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