
Malgrado le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran, i clienti di UBS restano attivi sui mercati: lo ha dichiarato Todd Tuckner, responsabile delle finanze della grande banca, intervenuto oggi a una conferenza organizzata da Morgan Stanley. Secondo il manager americano l'evoluzione delle ultime settimane non ha spento l'interesse per gli investimenti, ma ha reso gli operatori più vigili. La clientela - sia quella privata che quella istituzionale - è quindi attiva, ma orientata alla cautela.
Le rassicurazioni
Sui mercati finanziari e obbligazionari cresce l'aspettativa che il conflitto possa indurre le banche centrali a sospendere il ciclo di tagli dei tassi di interesse. Stando al CFO i listini non stanno però ancora scontando un vero e proprio problema di rallentamento della crescita economica. Un altro tema affrontato dal dirigente riguarda il settore del credito privato, da settimane sotto i riflettori per le preoccupazioni legate all'impatto dell'evoluzione dell'intelligenza artificiale sui mercati. Il 61enne ha voluto rassicurare gli investitori: l'esposizione di UBS in questo comparto è molto contenuta rispetto al totale di bilancio. «Con questa esposizione mi sento a mio agio», ha dichiarato, estendendo la fiducia anche ai fondi di investimento della banca attivi nel comparto.
L'integrazione di Credit Suisse
Infine, l'esperto ha fatto il punto sull'integrazione di Credit Suisse. Nei prossimi giorni sarà completata la migrazione in Svizzera, ha annunciato. Una volta trasferiti tutti i clienti sui sistemi UBS la disattivazione delle vecchie piattaforme informatiche porterà a significativi risparmi sui costi. L'obiettivo è completare questa fase entro la fine del 2026, ha concluso. Le parole di Tuckner sono state bene accolte in borsa: il titolo UBS nel pomeriggio ha accelerato, arrivando a guadagnare quasi il 2% e tornando a riconquistare quota 30 franchi, nell'ambito di un mercato generalmente orientato a un rialzo frazionale.

