
Secco no degli azionisti di UBS al discarico degli amministratori per il 2007: riunita a Basilea, l'assemblea generale ha respinto con il 52,75% dei voti la richiesta dei vertici della banca di liberare dalle loro responsabilità i dirigenti dell'era Ospel. I presenti hanno invece approvato il discarico per il 2009 (con l'85,1% dei voti) e per il 2008. Nelle assemblee degli anni scorsi la delibera del diritto societario - che rende praticamente impossibili richieste di risarcimento verso i singoli dirigenti - era stata sospesa per il 2007 e il 2008, esercizi caratterizzati da forti perdite (rispettivamente 4,4 e 20,9 miliardi di franchi). I presidenti del consiglio di amministrazione, Kaspar Villiger, e della direzione, Oswald Grübel, avevano inutilmente chiesto di mettere definitivamente una pietra sul passato, per evitare di trascinare la banca in lunghe cause legali. La loro proposta ha però provocato una levata di scudi di molti piccoli azionisti, casse pensioni e - a quanto sembra - anche investitori esteri. La sconfitta della dirigenza è un fatto nuovo le cui conseguenze sono tutte ancora da valutare. L'esito del voto è stato accolto dall'assemblea con un fragoroso applauso. In precedenza gli azionisti di UBS hanno approvato il rapporto sulle retribuzioni relativo all'esercizio 2009: il documento è stato approvato dall'assemblea generale con il 54,72% dei voti. La consultazione non aveva carattere vincolante, ma il tema ha provocato accese discussioni: a molti azionisti non è piaciuto il fatto che la banca abbia distribuito bonus per 3 miliardi in un anno in cui ha subito una perdita netta di 2,74 miliardi. Anche il nuovo sistema salariale è stato fortemente criticato. Gli azionisti hanno pure approvato con il 97,53% dei voti il rendiconto annuale sull'esercizio 2009, chiusosi appunto con una perdita netta di 2,74 miliardi di franchi. ATS
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