
Dopo la Fed (a luglio) e la BCE (la scorsa settimana), ora toccherà alla Banca Nazionale Svizzera annunciare l’ennesimo taglio dei tassi d’interesse per sostenere l’economia del paese, da inizio anno in contrazione, con un aumento della pressione soprattutto sul manifatturiero. Per gli analisti sembra essere una decisione imminente, come confema ai microfoni di TeleTicino Elena Guglielmin, Credit Analyst Chief Investment Office UBS: "Ci attendiamo che la Banca nazionale domani opererà un taglio dei tassi di 25 punti base, da -0.75% a -1%. L'economia interna continua ad essere solida, però risente inevitabilmente della decelerazione europea e globale".
Da parte sua, Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS aggiunge: "L'economia negli ultimi 9 mesi è peggiorata molto a livello globale ma le borse sono andate bene, sono stati positivi i mercati questo è dovuto alle politiche delle banche centrali, attese e annunciate".
Determinante, la forte instabilità politica dei paesi attorno alla Svizzera: la Brexit preoccupa anche se il rischio di un No Deal sembra essere diminuito, al contrario il nuovo Governo italiano piace ai mercati. E il Ticino? Di fatto riflette lo spaccato nazionale, ma con alcune peculiarità fra cui il vantaggio di avere piccole imprese agili e il traino del turismo.
"Le PMI, in una situazione difficile, hanno reagito relativamente bene, anche nelle nostre ultime inchieste non sono particolamente preoccupate chiaramente abbiamo una riflessione dello spaccato nazionale un po' più di preoccupazione per le imprese votate all'export, minore invece la preoccupazione per il settore turistico", precisa Elena Guglielmin.
In tutto questo, il franco continuerà ad essere una valuta rifugio. Ma oltre al taglio dei tassi, UBS è chiara: serve una politica economica piu’ forte.
"Occorrerà prendere in considerazione il cambio del modello di sviluppo, guardare più allo sviluppo della domanda interna, vedi gli USA, o come stan facendo Giappone e Cina, vuol dir creare nuove infrastrutture oppure creare un modello di consumo più avanzato", spiega Ramenghi.
"Nella seconda metà dell'anno prossimo, dovremo vedere un recupero dell'economia svizzera che ha avuto un momento di indebolimento, ma solo temporaneo. Quindi, dalla seconda metà dell'anno prossimo, grazie all'impatto di quelle che saranno le politiche delle banche centrali a livello globale aiuteranno la riprese macro-economica. Vedremo anche una ripresa in Svizzera", conclude Elena Guglielmin.
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