
In tempo di crisi l'UBS deve far fronte a una fuga di personale qualificato di cui avrebbe bisogno più che mai: lo ha affermato il presidente del consiglio di amministrazione Kaspar Villiger, che attribuisce la responsabilità di tale grattacapo al sistema salariale riformato su pressione del mondo politico. La banca ha così deciso di aumentare gli stipendi fissi per compensare i tagli ai bonus scaturiti dalle perdite miliardarie dell'anno scorso. "In settori importanti perdiamo sistematicamente il personale di cui abbiamo bisogno", ha dichiarato Villiger in un'intervista pubblicata ieri dalla "Berner Zeitung". A suo avviso tale fenomeno è preoccupante negli Stati Uniti, meno drammatico in Svizzera. Dopo i recenti tagli dei bonus, il presidente del cda ha affermato che, rispetto alla concorrenza, l'UBS è ora meno attrattiva dal punto di vista delle retribuzioni: a differenza di altre banche, "abbiamo fatto passi da gigante nella direzione auspicata dal mondo politico", ha detto Villiger, che esorta i politici a limitare le regolamentazioni salariali e preannuncia contromisure, ma senza specificarle. Stando all'agenzia Bloomberg, che venerdì citava persone informate del progetto, UBS starebbe pensando di aumentare del 50% gli stipendi dei suoi dirigenti per bloccarne le defezioni. Secondo il domenicale "Sonntag", l'incremento dei salari fissi per compensare i tagli ai bonus riguarda soprattutto l'Investment Bank, i cui dirigenti guadagnerebbero im media 270'00 franchi all'anno. Una portavoce di UBS ha confermato all'ATS che i salari fissi verranno in effetti aumentati. Non ha però fornito ulteriori dettagli in merito. "I salari - ha comunque osservato - vengono adeguati anche in altri settori quando, in tempi difficili, si vuole trattenere il personale qualificato e proteggere gli affari coi clienti". ATS
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