
Kweku Adoboli, l'ex trader di UBS giudicato a Londra per una frode costata 2,3 miliardi di dollari alla grande banca nel 2011, ha affermato oggi che i suoi superiori erano al corrente delle sue attività e che sono stati loro a incoraggiarlo a "spingere i limiti più in là". "Non c'erano segreti, non c'era nulla di nascosto", ha dichiarato il 32enne ghanese in aula, interrogato dal suo avvocato: "Ci dicevano vai, noi andavamo. Ci dicevano di spingere i limiti oltre, noi lo facevamo". Yassine Bouhara, uno dei superiori di Adoboli, gli avrebbe scritto in una mail: "Non saprai dov'è il limite prima che non ti abbiano bacchettato sulle dita". "Abbiamo trovato quel limite, siamo caduti e io sono stato arrestato", ha concluso l'ex trader. Adoboli, portato via in manette il 15 settembre 2011 in piena notte dalla polizia londinese, è accusato di frode per abuso di fiducia e falso contabile. Rischia fino a dieci anni di carcere. L'africano, che ha cominciato venerdì scorso ad esprimersi nell'aula del tribunale, si dichiara non colpevole. Ieri aveva sostenuto che il suo comportamento era stato influenzato dai colleghi e dallo stesso capo dell'unità di investment banking Carsten Kengeter nel luglio 2011. ATS
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