
La filiale francese di UBS è stata formalmente incriminata ieri, in qualità di persona giuridica, con l'accusa di aver creato all'inizio degli anni 2000 un sistema destinato a indurre ricchi clienti ad aprire in Svizzera conti non dichiarati al fisco. È quanto hanno appreso le agenzie stampa Afp e Reuters da fonti giudiziarie. L'incriminazione (mise ne examen, termine che sostituisce quello di "inculpation" dal 1993) è un provvedimento adottato dal giudice istruttore contro una persona contro cui esistono "indizi gravi o concordanti" di partecipazione a fatti suscettibili di costituire un reato. Essa fa seguito all'interrogatorio cui è stato sottoposto recentemente il presidente della direzione di UBS Francia Jean-Frédéric de Leusse, riferisce la Reuters. L'accusa contro UBS è di vendita a domicilio ("démarchage") bancaria o finanziaria illecita, per aver consentito a suoi agenti commerciali elvetici di far visita senza autorizzazione in Francia a ricchi clienti per convincerli ad aprire conti in Svizzera. La banca è stata inoltre citata quale "testimone assistito" legalmente - uno status intermedio tra l'incriminazione e la citazione quale testimone - per riciclaggio di vendita a domicilio illecita e riciclaggio di frode fiscale. UBS è sospettata di aver allestito una doppia contabilità per mascherare movimenti di capitali tra la Francia e la Svizzera. Un ex direttore generale di UBS Francia, un ex dirigente dell'ufficio di UBS a Lille e un quadro salariato della banca a Strasburgo sono già stati a loro volta incriminati. L'inchiesta giudiziaria sulle pratiche della banca elvetica in Francia è stata aperta nell'aprile 2012. Essa è condotta dai giudici istruttori Guillaume Daïeff et Serge Tournaire. I due magistrati hanno trasmesso al fisco francese una lista di 353 persone sospettate di aver aperto un conto in Svizzera. Il Ceo di UBS Francia Jean-Frédéric de Leusse era stato recentemente ascoltato in vista di un'incriminazione della banca dai giudici istruttori. Interpellato a fine aprile dal quotidiano "Le Monde" de Leusse aveva dichiarato di ritenere che non ci fossero state infrazioni e aveva escluso qualsiasi transazione finanziaria con il ministero francese delle finanze. Le indagini sono partite da una denuncia di ex dipendenti della banca. Una nota anonima trasmessa all'Autorité de contrôle prudentiel (ACP, organo di vigilanza sulle banche e le assicurazioni, equivalente della Finma svizzera), consultata dall'agenzia AFP, documentava dettagliatamente l'esistenza, tra il 2002 e il 2007, di un sistema denominato "taccuini del latte", registri informali in cui erano annotate le aperture di conti non dichiarati in Svizzera avvenute grazie all'opera di convincimento degli agenti commerciali al servizio di UBS.La nota descriveva anche il ruolo presunto di incaricati d'affari in Svizzera e in Francia e di membri della direzione di UBS Francia in questa doppia contabilità. Il sistema avrebbe consentito di non lasciare traccia nei documenti ufficiali della banca permettendo nel contempo di calcolare le operazioni degli agenti commerciali per definire i loro bonus di fine anno. ATS
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