
L'economia mondiale sembra aver toccato il fondo ed essere arrivata al punto di svolta e, sebbene differenziati a seconda dei paesi, ci sono segnali di recupero anche se non è opportuno abbassare la guardia. Al termine della riunione del Gem (Global economy meeting) a Basilea, il numero uno della Banca Centrale Europea (Bce) Jean Claude Trichet riassume così la situazione esaminata dai colleghi dei paesi industrializzati e di quelli emergenti. Le banche centrali comunque, anche a fronte di una situazione che sembra in miglioramento, "rimarranno vigili" perché l'economia resta ancora in "acque inesplorate". Solo qualche giorno fa la Bce, superando le resistenze della Germania, ha varato misure straordinarie per combattere la crisi dando il via all'acquisto di obbligazioni bancarie garantite. Sebbene gli indici della fiducia delle imprese e dei consumatori rilevati dagli istituti di statistica mostrino un recupero i dati sull'economia reale come quelli odierni della produzione industriale in Italia e Francia sono pesanti. Per spiegare la situazione attuale dell'economia globale, Trichet, nella conferenza stampa finale, fa ricorso a una definizione che i matematici chiamano il punto di flesso, il momento in cui si manifesta un cambiamento della curva. Nel grafico della caduta vertiginosa del Pil, secondo Trichet quindi, è stato raggiunto il punto più basso e ora la linea si muove verso l'alto. Per il presidente della Bce e del Gem, la situazione non è uniforme tuttavia perché in alcuni casi "sono vicini a questo punto e si assiste a una diminuzione del ribasso del Pil mentre altri sono già al di là" e mostrano "un recupero". Il sereno invece, nota Trichet, sembra essere tornato sui mercati che mostrano ora un quadro simile a quello precedente al fallimento della Lehman Brothers. "C'è un sostanziale miglioramento" - ha detto - "rispetto alla situazione di metà settembre 2008". Dai minimi raggiunti a marzo di quest'anno le Borse hanno infatti messo a segno aumenti a due cifre. Già nella mattinata il consigliere della Bce e governatore del Banco di Spagna Miguel Angel Fernandez Ordonez aveva evidenziato alcuni segnali positivi e che il peggio, per l'area Euro, si era toccato nel primo trimestre. Sia lui che Trichet hanno comunque messo in allarme da facili entusiasmi e avvisato che le banche centrali rimarranno in allerta e vigileranno affinché non vi siano rischi di inflazione. Essenziale inoltre, secondo il banchiere centrale, è progettare insieme alle forze politiche una exit strategy credibile rispetto alle massicce misure di stimolo fiscale messe in campo dai governi per combattere la crisi. "È una parte essenziale della fiducia oggi" - ha puntualizzato Trichet - pensare a una misura che a medio termine "ci possa permettere di tornare a una situazione solida e sostenibile". ATS
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