
Sospiro di sollievo per la piazza finanziaria ticinese. Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA il Ministro dell'economia Giulio Tremonti non sarebbe intenzionato a intraprendere un nuovo "scudo fiscale". Per il Ministro sarebbe una soluzione "una tantum" e quindi fuori dalla logica di riforme strutturali, ossia durature e non che generino entrate solo sporadicamente, che l'Italia deve assolutamente mettere in campo per poter adempiere a quanto richiesto dall'UE per evitare situazioni come quella greca o portoghese. Per quel che concerne i rapporti tra Svizzera e Italia, Tremonti ha dichiarato che "sussiste l'esigenza di evitare interventi singoli di rimpatrio di capitali che forniscano un gettito solamente una tantum, procedendo pertanto con attenzione e prudenza".Queste dichiarazioni fanno il paio con quanto discusso al telefono con Giuliano Bignasca l'altro ieri. Infatti, come da noi riferito, il presidente della Lega dei Ticinesi e il Ministro italiano hanno avuto un colloquio telefonico con il quale Tremonti si è detto possibilista sul fatto che anche l'Italia aderisca al "modello Rubik" come hanno fatto Germania e Gran Bretagna. Il "modello Rubik" ricordiamo, stabilisce che sui redditi degli averi di cittadini UE depositati nelle banche svizzere, venga prelevata un'imposta da riversare allo stato del quale il cliente della banca è cittadino, sia esso persona fisica o giuridica. Una soluzione che eviterebbe lo scambio automatico di informazioni.Se l'Italia dovesse accettare una convenzione di doppia imposizione come quella firmata da Germania e, a breve, da Gran Bretagna, la Svizzera chiederebbe di essere tolta dalle black-list italiane. Far parte della black-list italiana significa infatti andare incontro a molti problemi per le aziende che vogliono lavorare in Italia. Inoltre sarà anche chiesto il libero accesso al mercato italiano per le attività finanziarie.[email protected]
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