
Gli sforzi della Svizzera nella lotta contro l'evasione fiscale sono stati accolti positivamente al Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni in ambito fiscale, i cui 120 membri sono riuniti oggi e domani in assemblea plenaria a Giakarta. Tuttavia la Confederazione mantiene per ora la sua posizione nella "fase d'esame 1". La Svizzera è uno dei quattordici paesi che si trovano nella prima di due fasi di esame condotta per stilare la classifica sulla trasparenza fiscale; in particolare essa riguarda l'esistenza di un quadro legale favorevole allo scambio di informazioni tra paesi. "La Svizzera non è ancora uscita da questo gruppo per passare alla fase 2", quella degli stati con un quadro legislativo convalidato, ha indicato all'ats l'ambasciatore Fabrice Filliez, incaricato delle questioni fiscali multilaterali presso la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) e capo della delegazione svizzera nella capitale indonesiana. "Ma essa fa parte dei paesi che hanno compiuto buoni progressi", cosa che "lascia prevedere un'evoluzione nella classifica in un futuro più o meno vicino", ha aggiunto. "La Svizzera non è stata oggetto di alcun attacco o osservazione negativi." L'autorizzazione di presentare un rapporto supplementare che permetterebbe alla Svizzera di passare alla fase 2 dev'essere data dall'ufficio del gruppo d'esame tra pari ("peer review group"), ha spiegato Filliez. Esso "sta attualmente valutando gli elementi apportati. Probabilmente non riceveremo una risposta durante questa assemblea, ma abbiamo stretto contatti intensi per spiegare la situazione della Svizzera". Per quanto riguarda i cinquanta paesi già sottoposti alla seconda fase di esame, diciotto - tra cui la Francia - sono giudicati "conformi" senza riserve ai principi della trasparenza fiscale del Global Forum. Un gran numero - ad esempio la Germania - è "in gran parte conforme", mentre stati come l'Austria sono "parzialmente conformi". Quattro invece sono considerati "irregolari": Cipro, Lussemburgo, Seychelles e Isole Vergini britanniche, dove esiste una regolamentazione che non viene però applicata.
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