
Il gruppo petrolifero Transocean è scivolato nelle cifre rosse nel terzo trimestre, soprattutto a causa di un forte aumento dei costi di gestione e di manutenzione. La perdita netta si attesta a 71 milioni di dollari, a fronte di un utile di 368 milioni un anno prima. Il giro d'affari è sceso dell'1,7% a 2,24 miliardi di dollari. L'utile operativo è di 268 milioni, pari a una flessione del 58% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Oltre all'incremento dei costi, sui risultati hanno pesato anche perdite negli affari di copertura del rischio di cambio, spiega il gruppo con sede a Zugo. Nei primi nove mesi del 2011 il fatturato è diminuito dell'8,5% a 6,70 miliardi di dollari, l'utile EBIT del 59% a 1,03 miliardi e quello netto del 78% a 394 milioni. Transocean è proprietaria della piattaforma Deepwater Horizon, esplosa nell'aprile 2010 nel Golfo del Messico causando la morte di undici persone e un'enorme marea nera. Il gruppo è in lite con BP, che utilizzava la piattaforma, riguardo alla responsabilità della catastrofe e agli indennizzi ad essa legati. ATS
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