Cerca e trova immobili
Imprese
Tassa minima OCSE: «Svizzera svantaggiata rispetto agli USA»
© GAETAN BALLY
© GAETAN BALLY
Ats
2 ore fa
Secondo lo «Swiss Tax Report 2026» pubblicato oggi, l'ulteriore sviluppo della tassazione minima globale comporta rischi per la Confederazione

Il dibattito sulla tassa minima OCSE introdotta nel 2024 in Svizzera si arricchisce ulteriormente: la società di consulenza KPMG mette in guardia dagli svantaggi per il Paese e per le imprese elvetiche, in particolare nella competizione con gli Stati Uniti. Secondo lo «Swiss Tax Report 2026» pubblicato oggi, l'ulteriore sviluppo della tassazione minima globale comporta rischi per la Confederazione. Da un lato, il Paese vuole assicurarsi il gettito d'imposta e rimanere allineato con la politica fiscale internazionale; dall'altro, compete per gli investimenti con nazioni come gli USA, che finora non hanno recepito il quadro normativo dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

Pressione sulla piazza elvetica

«Questa posizione speciale degli Stati Uniti aumenta la pressione sulla piazza elvetica», è la conclusione del rapporto. A causa dell'abolizione dei privilegi fiscali e dell'introduzione della tassa minima, la Svizzera difficilmente può distinguersi grazie ad aliquote basse. Ne consegue, agli occhi degli esperti KPMG, una lenta erosione del vantaggio competitivo fiscale. Poiché le aliquote di imposizione sugli utili perdono importanza le nazioni puntano infatti sempre più su alternative come crediti d'imposta e sussidi.

La soluzione «side by side»

Il Governo americano si è espressamente pronunciato contro la tassa minima OCSE nel 2025 e all'inizio del 2026 aveva concordato con l'organizzazione internazionale una regolamentazione speciale. Questo compromesso - noto anche come «soluzione side-by-side» - esenta le multinazionali statunitensi dagli strumenti centrali della tassazione minima. Secondo KPMG ciò garantisce vantaggi alle società americane. L'approccio side-by-side potrebbe inoltre portare i numerosi gruppi a stelle e strisce con sede in Svizzera ad adattare le proprie strutture nel medio termine e a trasferire parte delle loro attività all'estero. Non è escluso che in futuro, nella Confederazione, investano meno o addirittura nulla.

Margini di manovra limitati

La Svizzera dispone comunque di margini di manovra limitati. «Berna deve pertanto valutare costantemente, sulla base degli sviluppi internazionali, se applicare l'imposta nazionale integrativa o se staccarsi dal quadro OCSE», afferma Stefan Kuhn, responsabile della divisione fiscale e legale di KPMG Svizzera. Con l'applicazione della tassa, la Confederazione si assicura il gettito fiscale interno, ma diventa meno attraente per le multinazionali americane. Se rinunciasse all'imposta integrativa nazionale aumenterebbe la sua attrattiva per tali realtà, ma allo stesso tempo si rischierebbero perdite di gettito e incertezze giuridiche. Non più tardi di ieri la Camera di commercio svizzero-americana, sulla base di uno studio dell'Università di San Gallo, aveva raccomandato di abbandonare la tassa minima OCSE approvata dal popolo svizzero nel 2023. Il Consiglio federale aveva introdotto la normativa all'inizio del 2024 tramite ordinanza; fino al 2029 c'è tempo per trasformarla in legge ordinaria.