
Syngenta ha realizzato un fatturato di 3,6 miliardi di dollari (4,1 miliardi di franchi) nel primo trimestre del 2009. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il risultato è in calo del 4%. A tassi di cambio costanti il giro d'affari risulta però in crescita del 7%, ha annunciato il gruppo agrochimico basilese in una nota. Per l'anno in corso è previsto un aumento dell'utile per azione malgrado gli effetti monetari negativi. "Sono stati soprattutto gli aumenti di prezzo alla vendita (+8%) che hanno permesso di migliorare il fatturato", ha spiegato Martin Schreiber, analista della Banca cantonale di Zurigo, il quale vede prestazioni solide nel contesto di una limitata influenza della crisi economica mondiale. Il fatturato della principale divisione del gruppo, quella che concerne la protezione delle colture, è calato del 3%, ma a unità monetarie costanti è salita dell'8%, a 2,585 milioni di dollari. Nella zona Europa, Africa e Vicino Oriente le vendite sono calate del 12%. In valuta locale, esse sono tuttavia progredite del 6%. In America Latina il fatturato è crollato del 24%, a causa della siccità in Argentina e nel Brasile meridionale, e di una prudente gestione dei rischi, ha spiegato il gruppo agrochimico. Gli affari sono invece andati bene nella zona Asia-Pacifico (+7%) e sui mercanti emergenti, così come nel Nord America (+13%). Al tasso di cambio costante, la crescita è risultata rispettivamente del 20% e del 22%. L'attività legata alle sementi ha registrato una flessione del 6%, a 1,054 milioni di dollari; le vendite di mais e soia sono aumentate del 2% o del 7% in valuta locale. Per il 2009 il gruppo, che impiega 24 mila persone in oltre 90 Paesi, ribadisce gli obiettivi di crescita dell'utile, malgrado le ripercusioni monetarie sfavorevoli. Gli efetti del cambio ridurranno il margine EBIDTA di 150-200 milioni di dollari, secondo John Ramsay, responsabile delle finanze. Alla borsa svizzera il titolo guadagnava a metà pomeriggio il 3,8%, con un indice SMI in calo dello 0,4%. ATS
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