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Economia
Swisscanto: tre quarti casse pensione con copertura insufficiente
Redazione
18 anni fa

La crisi finanziaria pesa fortemente sugli istituti di previdenza svizzeri: stando a una stima di Swisscanto circa il 76% delle casse pensione a fine 2008 avevano una copertura insufficiente. Un anno prima si trovava in questa situazione soltanto il 10% degli istituti, viene affermato nel nuovo monitoraggio delle casse pensione pubblicato oggi dalla società di servizi controllata dalle banche cantonali. Per un quarto s'impongono misure di risanamento. Mediamente il tasso di copertura alla fine dello scorso anno dovrebbe essere sceso al 94,4%, 17,6 punti percentuali in meno rispetto a fine 2007, quando era in media del 112%. Swisscanto ritiene che a fine anno un quarto delle casse pensione disponevano addirittura di una copertura inferiore al 90%. Un anno prima solo il 5,6% di esse presentava una forte sottocopertura. Le società di diritto privato sono messe meglio di quelle di diritto pubblico, con un grado di copertura di rispettivamente il 96,6% e il 84,7%. Ma le seconde beneficiano generalmente della garanzia di stato. La situazione è tutt'altro che buona, ha affermato il direttore di Swisscanto Gérard Fischer davanti ai media a Zurigo. La crisi dei mercati dei capitali colpisce le casse pensione molto più duramente della crisi borsistica del 2001/2002. All'epoca il loro grado di copertura era vicina al 100%. Il rendimento medio dei 153 istituti di previdenza presi in considerazione da Swisscanto è risultato negativo, con un -12%. Tutte le categorie di investimenti hanno segnato perdite l'anno scorso, ha spiegato Fischer. Sarebbe tuttavia sbagliato affermare che le casse abbiano speculato a dismisura. Una strategia di investimento senza rischi, che apporta una rimunerazione del 2% (ad esempio obbligazioni della Confederazione), non permetterebbe di raggiungere l'obiettivo di rendimento del 4,1%. Sarebbe attraente a corto termine, ma non sul lungo, ha sostenuto Fischer facendo riferimento agli interventi parlamentari volti a ridurre il margine di manovra delle casse. Ma non tutte sono messe male: non è necessario adottare misure di risanamento quando il grado si situa tra il 95 e il 99%, ha dichiarato da parte sua Stephan Wyss, esperto presso Swisscanto. Il 21% degli istituti si trovava con una simile sottocopertura a fine 2008, mentre un terzo presentava un tasso tra il 90 e il 94%. A quel quarto di società con meno del 90% servono però misure urgenti, ha ammonito Wyss. Potrebbe trattarsi di un riesame della strategia d'investimento, della rinuncia al tasso d'interesse minimo prescritto dalla legge, dell'introduzione di contributi di risanamento oppure di riduzioni del tasso d'interesse per gli assicurati attivi o dei versamenti effettuati dal datore di lavoro. Anche i pensionati potrebbero essere chiamati a contribuire, ma a condizioni molto restrittive. Bisogna interrogarsi su queste possibilità in vista del peggio. La situazione non è ancora catastrofica, ma il 2009 è cominciato male, ha rilevato Wyss. Una nuova annata di perdite può essere dolorosa. Se necessario ci vorrà assolutamente un intervento politico. Swisscanto presenterà i primi dati sul 2009 a metà maggio. D'ora in avanti pubblicherà il suo monitoraggio delle casse pensione a ritmo trimestrale. Sui 256 istituti che hanno partecipato all'inchiesta, 153 hanno fornito i dati necessari e sono stati considerati nello studio. ATS

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