
Il riassicuratore Swiss Re ha realizzato nei primi nove mesi del 2018 un utile netto di 1,1 miliardi di dollari a fronte di una perdita di quasi mezzo miliardo l'anno scorso, quando sul risultato avevano pesato i danni causati dagli uragani "Harvey", "Irma" e "Maria", stimati a circa 3,6 miliardi di dollari.
Quest'anno nel periodo luglio-settembre le catastrofi naturali e quelle provocate dall'uomo hanno causato a Swiss Re costi di 1,6 miliardi di dollari, ha comunicato oggi il secondo più grande riassicuratore al mondo.
Il volume dei premi lordi è cresciuto del 6,5% a 28,40 miliardi. Nel settore dei danni il rapporto fra premi e prestazioni fornite è migliorato di 14,6 punti percentuali al 99,5%, mentre in quello per le soluzioni d'azienda (CorSo) ha guadagnato circa 40 punti al 105,4%.
Fatta eccezione per il volume dei premi lordi, i risultati sono nettamente superiori alle attese degli analisti contattati dall'agenzia di stampa Awp.
A livello di comparti aziendali, la riassicurazione danni (Property and Casualty) ha generato quasi la metà del volume dei premi lordi totali, ossia 13,81 miliardi di dollari. Il risultato netto è passato da una perdita di 652 milioni a un utile di 634 milioni. Life and Health ha incrementato il suo volume di premi di un decimo, a 10,81 miliardi, ma il suo utile netto è crollato del 13,1% a 644 milioni.
Corporate Solutions ha ridotto le perdite, portandole da 762 a 5 milioni di dollari. I premi lordi sono cresciuti del 7,7% a 2,95 miliardi. Infine Life Capital ha praticamente raddoppiato i suoi premi lordi a 2,25 miliardi, ma l'utile netto si è sensibilmente ridotto, a 4 milioni contro 152.
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