Cerca e trova immobili
Economia
Swiss Re: assicura barriera corallina Messico, progetto innovativo
Redazione
9 anni fa

Una polizza assicurativa per proteggere la barriera corallina in Messico: è un progetto del tutto innovativo a cui sta lavorando Swiss Re, stando a un'informazione diffusa oggi da Le Temps, che riprende una notizia del britannico Guardian. Un portavoce della società di riassicurazione zurighese ha indicato all'ats che il contratto con le autorità interessate non è ancora stato siglato, né definito in ogni sua parte. L'azienda non può quindi ancora rendere pubblico alcun dettaglio, limitandosi a precisare che nei piani non sono implicate altre compagnie. Stando all'addetto stampa Swiss Re ritiene peraltro che vi siano i presupposti per entrare su un nuovo mercato che porterebbe a soluzioni potenzialmente valide per differenti regioni del pianeta. Secondo Le Temps tutto nasce da un'iniziativa di The Nature Conservancy, un'organizzazione americana di protezione dell'ambiente. L'associazione ritiene che le aziende private possano fornire il loro contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici. The Nature Conservancy si è concentrata sulle barriere coralline di Cancun, che rappresentano un gioiello dell'intera regione, importante per il turismo, ma non solo: sono anche fondamentali come protezione per i residenti locali contro le tempeste violente. Si dice che le barriere coralline siano gli indicatori più precisi delle conseguenze del riscaldamento climatico: secondo The Nature Conservancy ogni metro di altezza perduta in più dalla barriera triplica i costi economici legati alle tempeste che si abbattano sulle coste. Finora in caso di eventi di questo tipo il governo messicano sbloccava i fondi necessari per le riparazioni, prelevando in seguito una tassa sugli hotel e sulle imprese turistiche della regione. Ma secondo gli operatori locali questo sistema è troppo lento. Swiss Re ha quindi proposto un approccio diverso, con il sostegno del governo messicano. In cambio di premi assicurativi che il Guardian stima a un importo compreso fra 1 e 7,5 milioni di dollari, pagati della aziende e dagli alberghi sulla costa, il gruppo zurighese assumerà la protezione di 60 chilometri di barriera corallina. Concretamente in caso di tempesta devastante la società erogherà immediatamente fra 25 e 70 milioni all'anno. In alcuni casi, i coralli potranno essere sostituiti da barriere artificiali, oppure potranno essere temporaneamente ritirati, curati e in seguito reintegrati. Gli operatori locali avranno un incentivo a trattare bene il loro patrimonio, perché altrimenti i premi saliranno. Stando a Le Temps per The Nature Conservancy e Swiss Re il progetto rappresenta essenzialmente un test. Il gruppo elvetico vede l'opportunità di accedere a un mercato forse finora sottovalutato, mentre l'ong spera di dar vita a un modello poi applicabile ad altre realtà.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata