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Economia
Svizzera settima in Europa per impieghi a tempo parziale, OIL
Redazione
10 anni fa

Il lavoro temporaneo, a tempo parziale e il subappalto crescono nel mondo. La Svizzera arriva settima in Europa per la quota di impiegati a tempo parziale, secondo un rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) pubblicato oggi a Ginevra. Le forme di lavoro atipiche "non sono nuove ma sono sempre più diffuse sul mercato del lavoro", afferma oggi la vice-direttrice dell'OIL Deborah Greenfield a Ginevra. Esse si accompagnano però sovente a una maggiore insicurezza per i lavoratori: i salari sono fino al 30% inferiori in rapporto a quelli di impiegati classici. I collaboratori fanno inoltre più fatica a far valere i loro diritti o ad accedere alle prestazioni sociali. Le donne totalizzano quasi il 60% dei lavoratori a tempo parziale nel mondo, ma solo il 40% dell'impiego retribuito. La Svizzera fa parte di quei Paesi dove la quota di questa partecipazione all'impiego a tempo parziale supera di oltre 25 punti percentuali quella degli uomini. La Confederazione ottiene poi la medaglia di bronzo in Europa con un po' meno di un terzo di lavoratori occupati professionalmente meno di 35 ore alla settimana. Solo il 7,9% di questi impiegati non ha scelto tale opzione volontariamente. In Paesi come Italia, Spagna o Bulgaria molti più lavoratori sono attivi a tempo parziale contro la loro volontà. In Svizzera, complessivamente, il 20% dei giovani è assunto a tempo parziale, il 5% dei lavoratori svizzeri è attivo su chiamata e un po' meno del 7% ha diversi impieghi; quest'ultimo è un dato in crescita. Impieghi su chiamata o lavori precari diffusi Per quanto riguarda i Paesi industrializzati, in Gran Bretagna il 2,5% degli impiegati lavora con un contratto "zero ore", ossia devono essere sempre disponibili su chiamata, ma non viene garantito loro un minimo lavorativo. Negli Stati Uniti, il 10% della manodopera, soprattutto lavoratori a basso reddito, è impiegata in maniera irregolare o su chiamata. Il "lavoro precario" è piuttosto diffuso nei Paesi in via di sviluppo, come Bangladesh, India, Mali o Zimbabwe. Il lavoro distaccato, ad interim, in subappalto o esternalizzato è ampiamente diffuso invece nei Paesi asiatici. Il rapporto raccomanda di adottare politiche per un'uguaglianza di trattamento tra i lavoratori, un orario minimo garantito o un rafforzamento dei contratti collettivi. Chiede anche un irrobustimento della protezione sociale e politiche sociali e d'impiego più favorevoli ai lavoratori.

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