
Le autorità fiscali svizzere e francesi hanno cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Lo ha annunciato oggi il ministro del bilancio francese Eric Woerth a Berna. Si tratta del quarto accordo del genere finora raggiunto dalla Svizzera. Merz ha esposto il punto di vista della Svizzera, spiegando la decisione del Consiglio federale di estendere la cooperazione fiscale transfrontaliera e di riprendere integralmente gli standard OCSE in materia di assistenza amministrativa. Stando a una nota diffusa dal DDPS, egli ha pure ribadito la volontà della Svizzera di attuare tale decisione in tempi brevi e di eliminare quanto prima le discriminazioni esistenti. La discussione con Woerth - uno dei più severi critici del segreto bancario, una "reliquia del passato" di cui vorrebbe "l'abolizione" - ha inoltre riguardato l'accordo sulla fiscalità del risparmio con l'Unione Europea. Al riguardo il presidente della Confederazione ha riaffermato l'intenzione del governo di conservare il modello di coesistenza e di respingere lo scambio automatico di informazioni. Merz ha pure ribadito la disponibilità della Svizzera a discutere con l'UE di un miglioramento di tale accordo. I due hanno poi parlato anche di questioni bilaterali e della crisi economica e finanziaria. Il presidente della Confederazione e il suo ospite hanno peraltro sottolineato gli eccellenti rapporti di vicinato tra i due stati. I colloqui si sono svolti in un'atmosfera di cordialità e in uno spirito costruttivo, si legge nella nota del DDPS. A Parigi, i ministeri dell'economia e del bilancio si sono rallegrati che l'amministrazione fiscale francese potrà così ottenere dalle autorità svizzere "informazioni anche bancarie senza restrizioni a partire dal 1. gennaio 2010". L'accordo sarà firmato a livello ministeriale dopo l'estate, ha precisato il ministero dell'economia. "Per noi è qualcosa di spettacolare (...). Siamo andati (in Svizzera) senza sapere bene se saremmeo riusciti a metterci d'accordo", ha dichiarato Woerth davanti ai media. Dopo Danimarca, Norvegia e un altro paese (che il DFF non vuole citare per "rispetto dello stato interessato"), la Francia è il quarto paese con cui le autorità fiscali elvetiche hanno potuto parafare una CDI con la clausola di assistenza amministrativa ampliata secondo gli standard OCSE. La CDI è stata negoziata sulla base dei parametri decisi dal Consiglio federale. Essa sarà data in consultazione ai cantoni e alle associazioni economiche interessate e poi sottoposta al Consiglio federale, che deciderà se dare l'autorizzazione a firmarla. Dopo la firma, le Camere federali si pronunceranno sull'accordo e sulla possibilità di sottoporlo a referendum facoltativo prima della sua entrata in vigore. Per passare dalla "lista grigia" alla "lista bianca" dei paesi cooperativi Berna deve firmare almeno dodici accordi di doppia imposizione con paesi non necessariamente membri dell'OCSE. Entro il prossimo vertice del G20 in settembre "la Svizzera non avrà ancora firmato accordi con dodici paesi per ragioni di sovraccarico, ma avremo elementi a sufficienza per assicurarci che rispetterà i suoi impegni", ha ancora detto Woerth. ATS
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