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Economia
Sulzer: pres. Cda Ulf Berg sfiduciato, Respini nuovo presidente
Redazione
17 anni fa

L'assemblea degli azionisti di Sulzer si è rifiutata di confermare Ulf Berg alla presidenza del consiglio di amministrazione (Cda) della società. Berg ha raccolto solo il 45% dei voti rappresentati nella riunione. La decisione è da considerare una vittoria di Viktor Vekselberg, il miliardario russo che attraverso la sua società di partecipazione Renova controlla il 31,2% del gruppo industriale zurighese e che puntava a estromettere Berg dalle leve del comando per imprimere un nuovo orientamento all'azienda, peraltro ancora tutto da determinare. La questione della presidenza del Cda è già stata regolata, almeno temporaneamente: subito dopo l'assemblea i sette membri hanno infatti eletto alla guida strategica Luciano Respini. Il manager della multinazionale americana Dow Chemical, che siede nel consiglio dal 2004, potrebbe però rimanere in carica solo per un periodo di transizione. Alla fine di maggio, quando scadranno i termini di un accordo sottoscritto da Sulzer e da Vekselberg, lo stesso miliardario russo potrà chiedere la convocazione di un'assemblea straordinaria degli azionisti per la nomina di un nuovo numero uno: a quel punto la via sarebbe libera per la designazione di Jürgen Dormann, il dirigente che è considerato l'artefice del risanamento di ABB. Nell'assemblea svoltasi a Winterthur (ZH) non sono peraltro mancati accesi interventi dei piccoli azionisti contrari ai piani del magnate russo, fra cui quello del sindaco socialista della cittadina zurighese, Ernst Wohlwend, anche se alla fine hanno contato solo i numeri. Una buona dose di critiche è andata pure all'ex ambasciatore e protagonista del jet set Thomas Borer, presente in sala in qualità di consulente della Renova. Anche sul palco ha dominato l'emozione: nel suo discorso di commiato Berg ha dovuto togliersi gli occhiali per asciugarsi gli occhi dalle lacrime. "Sulzer è un'impresa forte", ha detto. Il presidente partente - cui non veniva rimprorato nulla di specifico dai suoi oppositori, se non una generale mancanza di fiducia - ha invitato Vekselberg ad agire in modo responsabile, aggiungendo che ogni cambiamento cela in sé anche una opportunità. Gli azionisti hanno onorato Berg con una standing ovation. Gli stessi proprietari dell'azienda (che ha ormai 175 anni) hanno per contro confermato - con oltre il 90% dei voti - i consiglieri di amministrazione Vladimir Kuznetsov (presidente di OC Oerlikon), Urs Meyer e Daniel Sauter. Quest'ultimo era in un primo tempo pure osteggiato da Vekselberg, ma nel fine settimana l'investitore russo ha cambiato idea. Kuznetsov e Meyer siedono nell'organo di conduzione strategica in rappresentanza di Renova. L'esito dello scontro odierno era tutt'altro che scontato. Non si sapeva nemmeno se il Cda avrebbe permesso alla Renova di votare: secondo i vertici dell'impresa Vekselberg avrebbe infatti violato gli obblighi che si era assunto. Taluni prevedevano quindi lunghe diatribe giudiziarie. Inoltre nei confronti di Vekselberg negli scorsi giorni è stato avviato un procedimento penale amministrativo proprio per i modi in cui ha assunto la partecipazione di Sulzer: il miliardario è accusato di aver scalato il gruppo senza informare in modo trasparente il mercato e con la complicità della Banca cantonale di Zurigo (che a livello di immagine è uscita con le ossa rotte dalla vicenda). Rimane anche tutto da vedere dove porterà il nuovo corso impresso da Vekselberg. Sul mercato sono circolate voci riguardo a una possibile fusione con OC Oerlikon (di cui Renova è pure grande azionista): i mezzi liquidi - 300 milioni - e le vaste proprietà immobiliari a disposizione di Sulzer farebbero certamente comodo alla OC Oerlikon, che sta lottando per la sopravvivenza. Il miliardario russo ha smentito di avere concreti piani in questo senso, aggiungendo però di non poter escludere per l'eternità una fusione. ATS

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