
Il gruppo basilese Straumann ha cominciato l'anno in maniera dinamica. Il produttore di impianti dentari, ha infatti realizzato un fatturato di 200,5 milioni di franchi nel primo trimestre, in crescita del 12,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La progressione è risultata particolarmente elevata in Europa, dove le vendite sono aumentate del 16,2% a 131,6 milioni di franchi, ha indicato oggi Straumann in un comunicato. L'evoluzione è stata solida in Germania, principale mercato del Vecchio Continente. Meno positivo invece l'andamento del mercato svedese, a causa di una modifica della politica di rimborso delle spese mediche. Negli Stati Uniti, le vendite sono lievemente aumentate (del 2,9% a 39 milioni), ma continuano a risentire della moratoria sulle importazioni dei prodotti di Biora, la filiale svedese di Straumann. Un riesame della situazione da parte delle autorità sanitarie americane (Fda) è previsto per fine maggio. Straumann spera di ottenere il via libera così da consentire la commercializzazione a partire dal terzo trimestre. In Asia, l'impresa basilese ha aumentato il giro d'affari del 5,7% a 23,6 milioni di franchi. La crescita non è tuttavia paragonabile a quella del primo trimestre del 2007, che era risultato eccezionalmente florido per il mercato giapponese. Il gruppo ha inoltre registrato vendite per 6,3 milioni di franchi nel resto del mondo ( 20,9%). Salvo imprevisti, indica una nota odierna della società, il numero due mondiale del settore dopo Nobel Biocare prevede una crescita del 20-25% in moneta locale per l'esercizio in corso. Queste previsioni sono un po' più prudenti rispetto a quelle formulate ad inizio febbraio ( 25% in moneta locale). I primi tre mesi dell'anno sono risultati comunque nettamente superiori di quelli del suo concorrente elvetico-svedese Nobel Biocare. Quest'ultimo aveva annunciato la scorsa settimana vendite in calo del 4,8% e un utile in diminuzione di un quarto. ATS
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