
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), per 4 voti contro 3, ha confermato oggi la decisione del Tribunale federale (TF) in merito al ritorno in Israele di un bambino di cinque anni rapito dalla madre nel 2005. Entrambi hanno la nazionalità elvetica e vivono da allora nella Svizzera romanda. In seguito all'adesione del padre a un movimento religioso ultraortodosso, la madre era fuggita dal paese ebraico e si era rifugiata in Svizzera assieme al figlio. Nell'agosto del 2007, il TF aveva però ordinato alla madre di riportare il bambino dal padre in Israele. In una sentenza pubblicata oggi, la CEDU respinto il ricorso della madre decretando che il tribunale elvetico non ha violato il diritto al rispetto della vita privata e famigliare, ha precisato la Corte europea. Interrogata dal Telegiornale della TSR, la madre s'è detta "molto inquieta per il bambino", sottolineando come la decisione sia stata presa "da una esigua maggioranza". ATS
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