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Svizzera
Stangata dei premi di cassa malati? «Il carico per le famiglie è rimasto stabile»
Ats
7 ore fa
Lo sostiene la Neue Zürcher Zeitung sulla base di dati esclusivi basati su uno studio dell'Università di Basilea

Malgrado l'aumento dei premi delle casse malati il carico sostenuto dalle famiglie è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni in Svizzera: lo sostiene la Neue Zürcher Zeitung (NZZ) sulla base di dati esclusivi basati su uno studio dell'Università di Basilea.

La prossima settimana, ricorda nella sua edizione odierna la testata zurighese, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider annuncerà a quanto ammonterà la crescita media dei premi dell'assicurazione malattia nel 2027: è attesa una progressione fra il 4% e il 5%. Come quasi ogni anno, si leveranno le solite lamentele su un carico insostenibile, ma la critica è esagerata, sostiene la NZZ, che basa il suo giudizio su una nuova fonte di dati.

Gli economisti Stefan Felder, Stefan Meyer e Kurt Schmidheiny del Basel Center for Health Economics hanno analizzato le informazioni di tutti gli assicurati dell'assicuratore Helsana, incrociandole in forma anonimizzata con i dati ufficiali sul reddito. Per la NZZ hanno realizzato una valutazione speciale che copre circa 300'000 famiglie in tutta la Svizzera, consentendo di determinare come è cambiato l'onere effettivo dei premi dal 2016 al 2023. Le famiglie sono state divise in dieci categorie di reddito, dal decile più basso a quello più alto.

Risultato: il carico netto delle fatture della cassa malati - dopo aver dedotto i sussidi statali - è rimasto stabile in tutte le fasce di reddito. Una famiglia del ceto medio, ad esempio, nel 2016 pagava il 6,5% del reddito lordo per i premi: nel 2023 era al 6,4%. Ma il premio standard (franchigia più bassa, libera scelta del medico) è salito del 19% nello stesso periodo. Come è possibile?

Un primo fattore è che molti sono passati a modelli con scelta limitata del medico e franchigie più alte, riducendo così i pagamenti. Per la famiglia mediana elvetica i premi lordi sono aumentati solo dell'11% tra il 2016 e il 2023, pari a 750 franchi in più all'anno. In secondo luogo, anche il reddito lordo mediano è cresciuto, da 88'875 franchi nel 2016 a 95'760 franchi nel 2023: l'incremento di 6885 franchi ha coperto ampiamente l'incremento dei premi di 750 franchi. Terzo, lo stato ha assorbito una parte dell'aumento: i sussidi federali e cantonali sono saliti di circa 440 franchi per la famiglia mediana; oltre la metà della crescita dei premi è quindi andato a carico di Confederazione e cantoni.

Sempre secondo l'analisi della NZZ anche le famiglie con figli non risultano sovraccaricate: nel 2023 questo gruppo ha pagato in media non più dell'8% del reddito lordo per i premi. Senza il sostegno statale, il carico nel decile più basso supererebbe il 20%, ma molti di questi nuclei ricevono sostegno sociale che copre interamente i premi, riducendo il carico a meno del 5%. I sussidi statali hanno quindi un forte effetto ridistributivo, livellando il carico delle premi pro capite.

Dal 2024 i premi sono però cresciuti più rapidamente, con una progressione complessiva dal 2024 al 2026 simile a quella dal 2016 al 2023. Poiché i redditi sono aumentati solo nella media, si può supporre che l'onere si sia fatto più pesante, riconosce il quotidiano. Grazie al legame dei sussidi con i premi di riferimento, lo stato dovrebbe però aver coperto una parte sostanziale degli aumenti. Solo in futuro, quando saranno disponibili i dati, si saprà quanto è realmente cresciuto il carico.

Infine, i giornalisti del giornale ricordano che il carico varia molto a livello regionale. I premi sono più alti in Ticino, in alcune regioni della Romandia e a Basilea, dove si trovano famiglie con un carico netto superiore al 10% del reddito lordo. «In gran parte della Svizzera, invece, il quadro è diverso: nonostante le numerose lamentele, l'onere dei premi è rimasto sostenibile per la popolazione», conclude la NZZ.