
Svizzera Turismo si aspetta che gli sportelli dei 350 uffici turistici del paese spariscano "nei prossimi anni" per essere completamente sostituiti dagli smartphone. Un'opinione condivisa dal consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, che prevede anche una ridistribuzione piuttosto che una riduzione degli impieghi nel settore. "Il numero di uffici turistici diminuirà", ha detto in un colloquio con l'ats il direttore di Svizzera Turismo Jürg Schmid a margine di una festa organizzata ieri a Ginevra per i 100 anni della promozione turistica elvetica. La digitalizzazione causerà a suo avviso "molto rapidamente" la scomparsa degli sportelli per i clienti. Non si tratta - puntualizza - di ridurre le funzioni di promozione e gli specialisti come le guide nelle destinazioni turistiche. Di fronte alle nuove sfide tecnologiche il direttore considera indispensabile tuttavia un cambiamento di strutture. Secondo Schmid, che rimarrà al vertice di Svizzera Turismo di cui è direttore dal 1999 fino alla fine dell'anno e che già da ottobre assumerà la presidenza di Grigioni Vacanze al posto di Marcel Friberg, la riorganizzazione si farà tramite "fusioni" o "nuove cooperazioni" tra gli attori del ramo. Il secondo scenario gli sembra "più facile", aggiunge. Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, presente alla festa dopo la corsa per il Consiglio federale, va nella stessa direzione ed esorta il turismo svizzero, in particolare le regioni alpine, a recuperare il ritardo digitale nel settore senza lesinare sugli investimenti. "Lo sportello è qui", dice Maudet mostrando il suo smartphone. Svizzera Turismo vuole "valorizzare" il suo sito internet di "destinazione svizzera", il primo al mondo - afferma - con 31 milioni di visitatori. A suo avviso le nuove tecnologie non porteranno a "meno posti di lavoro, ma ad altri tipi d'impiego" con prestazioni meglio adattate ai clienti. Negli alberghi in particolare le reception saranno digitalizzate e il personale sarà incaricato di altri compiti, più di quelli attuali. Maudet auspica un approccio maggiormente integrato, tra città e campagna in particolare, con un pensiero a Ginevra, che dovrà agganciarsi di più alla candidatura di Sion per le olimpiadi invernali del 2026, ma anche alla vicina Francia. Da parte sua Jürg Schmid pensa che la sfida principale per il turismo elvetico sarà di mantenere la sua "intensità" conciliandola con le esigenze di personale. La Svizzera è sempre stata cara "e non saremo mai" meno costosi, ha detto ai partecipanti alla festa. Ma "non si possono chiedere al mercato prezzi più alti, anche se i conti aumentano". Il settore è in ripresa grazie al turismo interno e ai mercati americano e asiatico. Svizzera Turismo auspica di raddoppiare a 3 milioni entro 15 anni il numero di pernottamenti di visitatori cinesi. E anche di riconquistare la clientela europea dopo un ribasso di un terzo causato dal franco forte di questi ultimi anni.
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