
La Bce abbassa tutti i tassi dello 0,25%. Quello fisso di rifinanziamento scende così all'1,25%. Il Consiglio direttivo dell'Eurotower, riunito per la prima volta sotto la presidenza di Mario Draghi, ha deciso di intervenire anche sul tasso sui depositi che passa allo 0,50% e su quello marginale, sceso al 2%.L'ultimo intervento risaliva allo scorso 7 luglio, quando il consiglio direttivo della Bce aveva rialzato di 25 punti i tassi portando il tasso di riferimento dall'1,25% all'1,5%.I mercati azionari hanno recepito questa mossa con vigore. Tutte le piazze borsistiche fanno registrare rialzi importanti. La mossa della BCE giunge un po' a sorpresa, visto che fino ad oggi la politica della banca centrale europea era più indirizzata ad un rialzo dei saggi. La decisione di cambiare politica monetaria è stata dettata dal deterioramente della situazione economica europea. La moneta unica ha guadagnato terreno contro il dollaro. Una situazione strana, visto che normalmente il taglio dei tassi influisce negativamente sulla divisa di riferimento. Ma non bisogna dimenticare che il dollaro paga un punto percentuale sotto quanto offre l'euro. Nessuna ripercussione particolare contro il franco svizzero. La BNS continua nella sua politica stabilizzatrice che vuole tenere l'euro sopra la soglia di 1,20.E intanto vola ad un nuovo record storico il rendimento dei titoli di Stato ellenici a due anni che supera il 107% (107,26%; lo spread con il bund sale a 10.681 punti). Anche la corsa del differenziale tra i bond della Grecia a 10 anni e l'equivalente bund tedesco non si arresta e schizza a quota 2.476 e l'interesse balza al 26,62%.ATS/ red.
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