
La costruzione del cosiddetto riscaldamento a distanza di Sion inizierà nel 2018. Utilizzerà il calore della fabbrica di trattamento dei rifiuti del Vallese centrale (UTO). Il costo del progetto ammonta a 100 milioni di franchi. A Sion, il 90% del fabbisogno di calore è attualmente coperto grazie a energie fossili. In vista della Strategia energetica 2050, la città e i suoi partner hanno lanciato nel 2015 il progetto, ha indicato all'ats Philippe Varone, sindaco del capoluogo vallesano e presidente del comitato del progetto. Il calore generato dall'UTO viene già in parte utilizzato, ad esempio per la produzione di pellet. Ma l'eccedenza viene ancora dispersa nell'atmosfera. Il nuovo progetto permetterà di recuperare circa 100 Gigawattora (GWh) di calore, l'equivalente di 10 milioni di litri di olio combustibile. I primi allacciamenti sono previsti nel 2018, ma il sistema entrerà veramente in funzione nel 2020. In totale, sono previsti circa 500 collegamenti. A livello di abitanti, secondo Varone, dovrebbe essere possibile raggiungere oltre la metà degli abitanti di Sion. Le FFS sono le prime ad aver firmato un contratto di fornitura.
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