
I sindacati Unia e Syna condannano la decisione degli impresari costruttori (SSIC) di interrompere i negoziati per un nuovo contratto nazionale mantello e in un comunicato odierno definiscono "infondate" le critiche dell'organizzazione padronale. Gli lavoratori edili e i sindacati la scorsa settimana si sono difesi con pieno diritto dalle massicce pressioni di singole società, che "con mezzi disonesti" hanno tentato di impedire la partecipazione degli operai alla protesta. Alcune imprese - ricordano i sindacati - hanno ad esempio cercato di rinchiudere i dipendenti. Evidentemente né il personale né i sindacati si sono lasciati trattare in tal modo. Chi è seriamente interessato ad una convenzione nazionale e vuole evitare un vuoto contrattuale non prende singoli casi come pretesto per interrompere i negoziati su un accordo fra i più importanti della Svizzera, con 100'000 persone interessate - sottolineano i sindacati. Inoltre la SSIC ha escluso selettivamente dalle trattative Unia per cercare di dividere il mondo sindacale, ha detto all'ats il portavoce dell'Unia Nico Lutz. Unia tutela circa 40'000 operai del settore edile, ossia tre volte il numero degli edili iscritti presso Syna. È quindi incomprensibile - ha aggiunto Lutz - come la SSIC intenda raggiungere la validità generale di un contratto senza la partecipazione di Unia. Il sindacato ha già proposto alla SSIC due date per continuare le trattative la prossima settimana. Lutz ha definito pretestuose anche le querele e le denunce penali subito avanzate venerdì dalla SSIC per coazione, violazione di domicilio, danneggiamento, furto e rapina. I negoziati per un nuovo contratto nazionale, iniziati in febbraio, sono falliti lo scorso 2 di novembre, dopo nove mesi di discussioni. I sindacati chiedono in particolare migliorie contro la protezione del dumping salariale nonché in caso di malattia, infortuni e intemperie. Alla fine di settembre era stata organizzata una manifestazione nazionale a Berna che ha riunito oltre 12'000 persone. Alle diverse azioni di protesta svoltesi venerdì a Ginevra, Losanna, Berna e Zurigo hanno partecipato - secondo l'Unia - in totale circa 7000 edili, con conseguente sospensione dei lavori in alcuni cantieri. ATS
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