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Economia
Sika: la FINMA respinge il ricorso della Fondazione Bill Gates
Redazione
11 anni fa

La FINMA respinge il ricorso della fondazione Bill & Melinda Gates, azionisti di Sika, che si opponevano alla decisione della Commissione delle offerte pubbliche d'acquisto (COPA) di convalidare la cosiddetta "clausola di opting-out". Questa norma statutaria permette al colosso francese Saint-Gobain di rilevare una quota determinante dell'azienda svizzera, senza lanciare un'offerta pubblica di acquisto. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) non entra quindi nel merito del ricorso della Fondazione Gates e della società di investimento Cascade, pure controllata dal fondatore di Microsoft, si legge in una nota odierna. Ad inizio aprile, la COPA ha constatato che la clausola di opting-out che figura negli statuti di Sika era applicabile alla transazione tra la holding della famiglia fondatrice Schenker-Winkler (SWH) e di Saint-Gobain. Il gigante francese che produce materiali per l'edilizia non era dunque tenuto a sottoporre un'offerta pubblica d'acquisto per i titoli dei rimanenti azionisti. Cascade aveva a fine marzo il 5,23% dei diritti di voto, stando alle informazioni della Borsa svizzera. Il controllo del gruppo - un'entità forte di 17'000 dipendenti attiva nel comparto delle specialità chimiche - è però nelle mani della SWH, che con una quota del 16,4% del capitale può disporre del 52,6% dei diritti di voto. In dicembre SWH aveva annunciato la cessione della sua quota a Saint-Gobain per 2,75 miliardi di franchi, un prezzo di vendita assai superiore al valore di mercato delle corrispondenti azioni. Vari azionisti e i manager aziendali erano quindi saliti sulle barricate, cercando di contrastare l'operazione. Il timore dei dirigenti è che la vendita avvenga a scapito di Sika, concorrente di Sain-Gobain nelle attività edilizie. Se le due parti non dovessero trovare un accordo, il contenzioso potrebbe durare ancora due anni, secondo gli esperti. Ultimo episodio in data, la direzione di Sika ritiene che la famiglia fondatrice abbia violato gli obblighi di notificazione delle partecipazioni. I vertici dell'azienda si sono quindi rivolti anch'essi alla FINMA, la cui decisione è attesa prossimamente.

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