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Economia
Sika: fatturato cresce oltre le attese nel 2015
Redazione
11 anni fa

Crescita oltre alle attese nel 2015 per Sika: il gruppo con sede a Baar (ZG) attivo nelle specialità chimiche ha registrato un giro d'affari di 5,49 miliardi di franchi, con una progressione del 6,2% in valute locali rispetto all'anno precedente. Il dato pubblicato oggi è superiore alle previsioni dell'azienda, che in ottobre aveva abbassato le sue stime da +6-8% a +5%, come pure ai pronostici degli analisti, che stando all'agenzia Awp scommettevano in media su vendite di 5,47 miliardi. Espresso in franchi il fatturato si è per contro contratto dell'1,5%. Sui conti 2015 ha influito positivamente il quarto trimestre, chiusosi con un aumento dei ricavi dell'8,3% in valute locali: un'accelerazione rispetto al +5,6% della fine del primo semestre e al +5,5% dopo nove mesi. L'anno scorso Sika ha inaugurato nove fabbriche e aperto società in tre paesi, avanzando in tutte le regioni. L'America Latina ha mostrato una progressione del 9,5%, davanti al Nordamerica (+8,4%), alla zona Europa, Medio Oriente e Africa (+5,6%), e all'Asia (+2,1%). Su quest'ultimo continente ha pesato il cattivo andamento del mercato cinese: senza questo fattore sarebbe stata registrata una progressione del 7,4%. Sika non ha ancora pubblicato informazioni relative alla redditività dell'anno appena chiuso. Nel comunicato il gruppo si limita ad affermare che l'utile d'esercizio sarà in netto rialzo. Anche il margine Ebit è atteso in aumento. La società ha proceduto a rivedere al rialzo anche gli obiettivi di medio termine. Secondo la dirigenza il rallegrante andamento degli affari non fa peraltro che confermare la necessità di assicurare il modello di successo dell'impresa. Il consiglio di amministrazione, la direzione, i quadri superiori e i rappresentanti di lavoratori continueranno perciò ad opporsi al tentativo di acquisizione, definito ostile, da parte della società francese Saint-Gobain. Come noto i vertici di Sika si oppongono da mesi ai progetti di Saint-Gobain, che punta ad acquistare dagli eredi dei "padri fondatori" dell'impresa un pacchetto di azioni minoritario ma che garantirebbe il controllo della società. La questione è finita in tribunale.

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