
La Svizzera attraverserà una severa fase di recessione nel 2009, secondo la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Gli esperti della Confederazione hanno infatti riveduto decisamente al ribasso le previsioni per quest'anno: ora ritengono che il prodotto interno lordo (Pil) subirà una contrazione del 2,2%, mentre in dicembre si attendevano un calo dello 0,8%. La congiuntura dovrebbe registrare una graduale stabilizzazione nel 2010, con un Pil in lieve aumento dello 0,1% (dicembre: +1%). L'andamento sfavorevole dell'economia avrà un forte impatto sul mercato del lavoro. Il tasso medio di disoccupazione dovrebbe salire dal 3,8% di quest'anno al 5,2% nel 2010.Le previsioni sono state corrette "in seguito al forte tracollo congiunturale che ha colpito ogni regione del pianeta, dallo scorso dicembre", spiega la SECO in una nota odierna. Al rallentamento economico si aggiunge, ad aggravarlo maggiormente, la crisi finanziaria internazionale, di cui non si è ancora constatato un assestamento significativo, prosegue il comunicato.Rispetto ai pronostici formulati in dicembre, per il 2009 sono nettamente peggiorate le attese per quanto riguarda le esportazioni, che da -2,6% sono ora viste a -8,1%. Più accentuata è anche la previsione negativa sull'andamento degli invesimenti in macchinari e impianti, da -8% a -10%. La domanda di consumo dei privati, pilastro del Pil, dovrebbe ancora sostenere la congiuntura, ma in modo nettamente più debole rispetto a quanto indicato in dicembre (si passa da +1,2% a +0,6%). La domanda di consumo dello Stato è invece in rialzo da +0,3% a +4,2%.Per il 2010 la SECO si attende un incremento dell'export dell'1% (+3,2% in dicembre), mentre per gli investimenti in beni strumentali gli esperti si aspettano tuttora un -2,5%. Drastica correzione al ribasso invece per la domanda di consumo dei privati che dovrebbe segnare il passo (dicembre: +0,7%).La leggera schiarita registrata all'inizio dell'anno - tuttavia a un livello alquanto basso - per quanto riguarda le attese imprenditoriali negli USA e in Europa potrebbe per lo meno costituire un primo segnale positivo che gli indicatori precursori a poco a poco hanno raggiunto il punto piú basso, rimane però da vedere se questa tendenza si protrarrà nei prossimi mesi, scrive la SECO.Il gruppo di esperti ritiene che le misure di politica economica di sostegno decise nel mondo intero stiano dispiegando sempre più effetti positivi. Inoltre le correzioni attivate già dall'autunno 2007 sui mercati finanziari internazionali permettono di prevedere un graduale rientro della crisi finanziaria internazionale. Con queste premesse ci si può attendere, a partire dagli Stati Uniti, una progressiva stabilizzazione della congiuntura internazionale nel secondo semestre 2009.A causa di un catastrofico inizio d'anno le performance dell'economia americana ed europea saranno comunque negative nel 2009 con una media annuale di un livello mai piú visto da decenni (-2 fino a -3%), e in alcuni paesi come il Giappone saranno ancora piú marcate. Nei paesi emergenti e in via di sviluppo i tassi di crescita per il 2009 resteranno, contrariamente ai paesi industrializzati, per la maggior parte in una fascia positiva, anche se notevolmente inferiori rispetto al passato.Tuttavia "nel malaugurato caso di un proseguimento della spirale negativa tra finanza ed economia reale e di un nuovo indebolimento della congiuntura negli USA e nell'UE anche nel 2010", la recessione in Svizzera si inasprirebbe e si protrarrebbe ulteriormente. Considerati gli impulsi fortemente espansivi della politica economica a livello mondiale e le correzioni già avvenute sui mercati finanziari, il gruppo di esperti ritiene però che vi siano buone possibilità di arginare la crisi e di superare gradualmente la recessione mondiale.ATS
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