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Economia
SECO: PIL in aumento dello 0,5% nel 2012
Redazione
15 anni fa

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha nuovamente abbassato le previsioni di crescita nel 2012, annunciando un aumento del prodotto interno lordo (Pil) dello 0,5%. In settembre la SECO prevedeva ancora una progressione dello 0,9%. Queste previsioni valgono però solo se varrà una "premessa fondamentale", ossia "che non intervenga una crisi bancaria internazionale di ampia portata", indica oggi la SECO in un comunicato. Una tale eventualità avrebbe gravi ripercussioni sull'economia reale, ad esempio a causa della drastica stretta creditizia che ne risulterebbe per le imprese. "A tal proposito non si possono ancora lanciare segnali di cessato allarme, visto il nervosismo che regna sui mercati finanziari", ritengono gli esperti della SECO. Gli specialisti sono invece più facilmente in grado di valutare l'effetto della crisi debitoria, che rimane il rischio congiunturale maggiore per l'economia rossocrociata. Anche la forza del franco continuerà a pesare sul Pil elvetico. Gli esperti della Confederazione non si aspettano comunque un crollo comparabile a quello di fine 2008, dopo il fallimento della banca d'investimento statunitense Lehman Brothers. In autunno la congiuntura elvetica ha accusato sintomi di forte raffreddamento, ha detto all'ats Bruno Parnisari, capo del Settore congiuntura alla Direzione politica economica della SECO. Nel terzo trimestre, rispetto al secondo, il Pil è cresciuto solo dello 0,2%, la progressione più bassa da oltre due anni. Per gli ultimi tre mesi dell'anno gli indicatori segnalano un ulteriore indebolimento, ha aggiunto Parnisari, che non ha comunque fornito cifre precise. Sabato, in un'intervista all'Aargauer Zeitung, il capo economista della SECO Aymo Brunetti non escludeva due trimestri in rosso durante l'inverno. Parnisari non esclude il rosso addirittura in singoli trimestri dei prossimi dodici mesi. Congiuntura europea, franco forte e situazione attuale inducono gli esperti della SECO a prevedere una correzione al ribasso del Pil 2012 dallo 0,9% allo 0,5%. Stime simili sono state formulate dagli esperti di Credit Suisse (+0,5%) e di UBS (+0,4%). Più ottimisti sono invece l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) che prevedono rispettivamente un +0,8% e un +0,6%. Secondo la SECO un sensibile miglioramento della situazione dovrebbe delinearsi a partire dalla seconda metà del 2012. L'anno successivo la crescita dovrebbe essere dell'1,9%, per effetto della ripresa dei mercati esteri. La svolta congiunturale sarà infatti favorita in particolare dalle esportazioni, anche se il super franco continuerà ad avere effetti negativi. L'economia sarà anche sostenuta dall'edilizia e dal consumo interno. Per quest'anno il Pil dovrebbe progredire dell'1,8% invece dell'1,9% previsto tre mesi fa. Sul fronte dell'impiego, malgrado un lieve incremento della disoccupazione registrato quest'autunno, la SECO non prevede un rapido deterioramento. Il mercato del lavoro l'anno prossimo peggiorerà comunque di continuo. Il gruppo d'esperti prevede che il tasso di disoccupazione (destagionalizzato) salirà continuamente dall'attuale 3% fino a raggiungere un livello massimo del 3,9% alla fine del 2012, prima di calare progressivamente nel corso del 2013. Espressi in medie annuali, i tassi di senza lavoro dovrebbero essere del 3,1% nel 2011, del 3,6% nel 2012 e del 3,7% nel 2013. ATS

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