
In un momento difficile per il settore si è aperta oggi a Ginevra la 19esima edizione del Salone internazionale dell'orologeria di lusso (SIHH). Complice la crisi, l'organizzatrice dell'evento - la Fondation de Haute Horlogerie (FHH) - si aspetta un calo dei visitatori del 15%. "Né la situazione economica, né le temperature invernali hanno raffreddato la nostra volontà di organizzare la manifestazione", ha puntualizzato la direttrice di SIHH, Fabienne Lupo, inaugurando gli spazi espositivi aperti sino al 23 gennaio. Tutti gli operatori che contano ci saranno, si è detta convinta Lupo, sebbene siano annunciati in netto calo - rispettivamente del 50% e del 45% - gli acquirenti provenienti dal Nordamerica e dal Giappone. La direttrice ha ammesso che il periodo può essere considerato "per molti versi glaciale" - il cattivo trimestrale pubblicato oggi da Richemont non ha favorito l'entusiasmo - ma il momento difficile può aiutare l'industria dell'orologio a tornare a concentrarsi sui suoi valori originali: l'autenticità, l'abilità e la tradizione. A Ginevra i marchi presenti sono 17, di cui 12 appartenenti proprio a Richemont. Fra gli stand non poteva mancare il presidente della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH) Jean-Daniel Pasche. Conversando con l'ATS Pasche ha detto di attendersi una frenata delle esportazioni in dicembre, dopo quella già avvenuta in autunno. Questi cali seguono però livelli di vendite mai raggiunti in precedenza, ha ricordato. ATS
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