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Economia
Salari: nel 2012 saliranno dell'1%, sondaggio UBS
Redazione
15 anni fa

I salari saliranno in media l'anno prossimo dell'1,1% in Svizzera: corretto da un'inflazione stimata allo 0,2% l'aumento reale sarà dello 0,9%. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio in materia condotto da UBS. Per quanto riguarda il 2011 il quadro non è molto diverso: le retribuzioni nominali sono progredite dell'1,5%, un dato che scende all'1,2% tenendo conto del rincaro pronosticato allo 0,3%, si legge in un comunicato odierno. Nel 2012 buste paga più pesanti (+2% nominale) sono attese nei settori dell'informatica e delle telecomunicazioni. Su un +1% possono contare i lavoratori dell'edilizia, delle banche e delle assicurazioni, del settore automobilistico, dei media, del turismo e della logistica. Nel campo dei generi alimentari si prevede +0,8%, nei comparti orologiero, delle macchine e dei metalli +0,5%, mentre rimarranno fermi al palo i dipendenti dei segmenti tessile e dei beni di consumo. Diminuzioni nominali dei salari, occasionalmente constatate nel corso della precedente crisi economica, non dovrebbero invece verificarsi - in media - in alcun settore. Secondo gli specialisti di UBS il modesto andamento generale delle retribuzioni dipende dalla grande incertezza diffusa tra le aziende. La forza del franco, l'indebolimento congiunturale in Europa e negli USA nonché il perdurare della crisi del debito dell'Eurozona offuscano le prospettive economiche anche in Svizzera. Di conseguenza le aziende consultate nell'ambito dell'inchiesta prevedono, per l'anno prossimo, un'economia stagnante con un aumento del tasso di disoccupazione. Il 32% delle imprese interrogate indica inoltre che le trattative per i salari sono influenzate da "fortemente" a "molto fortemente" dalla rivalutazione del franco. Un altro 25% attribuisce direttamente alla valuta elvetica la responsabilità della cancellazione di posti di lavoro. L'inchiesta - condotta annualmente dal 1989 - ha interessato 359 imprese, associazioni di lavoratori e organizzazioni di datori di lavoro. Dal 1989 al 2010 gli aumenti salariali stimati attraverso questi sondaggi si sono discostati in media di soli 0,31 punti percentuali da quelli poi verificati dall'Ufficio federale di statistica, sottolinea UBS. ATS

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