
La giustizia russa chiude dopo oltre 15 mesi la procedura di bancarotta del fallito gigante petrolifero Yukos, che nel 2003 aveva portato in carcere il patron Mikhail Khodorkovski e il suo socio Palaton Lebedev, entrambi condannati a otto anni di reclusione al termine di un processo da molti ritenuto ispirato dal Cremlino per spegnere le ambizioni politiche dell'oligarca. Lo riferisce il quotidiano Vremia Novostei. Il debito complessivo ammontava a quasi mille miliardi di rubli, ossia quasi 30 miliardi di euro, ma i rimborsi ai creditori sono stati pari a 873 miliardi di rubli (24,3 miliardi di euro): la differenza, per l'esattezza 75 miliardi di rubli (2,1 miliardi di euro), non è stata onorata per insufficienza di fondi, dopo una serie di aste per la vendita di tutti gli asset. Ma il commissario liquidatore, Eduard Rebgun, si è detto soddisfatto del risultato: "i ricordi non mi tormenteranno", ha commentato. ATS
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