
L'economia elvetica ha subito nel quarto trimestre una contrazione dell'1,9% in ritmo annualizzato, secondo quanto indicato da Jean-Pierre Roth, presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS). Sempre in dati annualizzati, per il prodotto interno lordo (Pil) del paese nel primo e secondo trimestre 2008 risultavano ancora un +1,3%, nel terzo +0,1%. Roth lo ha reso noto in occasione del suo discorso tenuto al Club economico svizzero-germanico a Francoforte. L'economia elvetica è molto competitiva e non soffre di problemi strutturali, ha rilevato, secondo il testo scritto della sua relazione. Prima della crisi la Svizzera aveva una salute robusta. Inoltre non si sono verificati pericolosi boom immobiliari e il paese godeva di conti statali in equilibrio. Sull'economia del paese gravano però la discesa dell'export, il rafforzamento del franco rispetto all'euro e la crisi delle grandi banche. La situazione è paragonabile a quella tedesca, ha aggiunto Roth. Tuttavia la fiducia dei consumatori è più debole rispetto alla Svizzera, ha proseguito, rammentano che per entrambi la domanda di consumo rappresenta il pilastro più importante della congiuntura. Il presidente della direzione dell'istituto di emissione ha d'altro canto difeso il salvataggio dell'UBS. Rilevando i titoli tossici della grande banca, girati al veicolo StabFund, lo Stato svizzero si è assunto la sua responsabilità nazionale e internazionale. "Finora complessivamente consideriamo un successo la fondazione di StabFund", ha proseguito Roth. I titoli scorporati e immessi in tale società comune hanno sì perso valore, ma ciò evidenzia proprio la necessità dell'azione di soccorso. ATS
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