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Grigioni
Repower dice stop alla centrale idroelettrica Chlus
https://www.repower.com/
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Ats
5 ore fa
Repower costruirà una batteria di accumulo presso la centrale di Robbia in Valposchiavo per far conservare l'energia in eccesso

Repower ha deciso di annullare l'inoltro della domanda di costruzione per il progetto della centrale idroelettrica Chlus, ha annunciato stamane il CEO di Repower, Roland Leuenberger. In Valposchiavo verrà invece installato il primo sistema di accumulo di energia dell'azienda.

I motivi che hanno portato allo stop del progetto idroelettrico sono diversi. «Dobbiamo chiarire con l'Ufficio federale dell'energia i contributi per gli investimenti e con l'Ufficio federale dell'ambiente i contributi per la ristrutturazione del bacino Chlus», ha illustrato il CEO di Repower a Keystone-ATS. E poi ci sono anche discussioni in corso con il Canton Grigioni. «Dato che Chlus è una centrale idroelettrica a deflusso che produce energia soprattutto in estate, siamo in trattative con il Cantone per capire come Repower possa ottenere maggiore flessibilità e capacità di stoccaggio nell'ambito della strategia sulle riversioni», ha continuato Leuenberger.

L'impianto da 445 milioni di franchi dovrà dunque aspettare per essere realizzato. La centrale consentirebbe di coprire il fabbisogno annuo di energia elettrica di quasi 50'000 economie domestiche composte da quattro persone.

Centrale di accumulo a Robbia

Per far conservare l'energia in eccesso, Repower costruirà una batteria di accumulo presso la centrale di Robbia in Valposchiavo. È la prima di questo genere per l'azienda energetica. «Conserveremo l'energia in eccesso e la venderemo sul mercato», ha spiegato il CEO.

L'investimento ammonta a quattro milioni di franchi. La scelta per la costruzione è caduta sulla Valposchiavo, vista la presenza della centrale elettrica di Robbia e la sottostazione. «Avremo bisogno di collaboratori altamente qualificati per poter programmare il software», ha continuato Leuenberger.

L'anno scorso l'azienda ha prodotto 2'147 GWh di energia elettrica, in calo rispetto al 2024 a causa delle condizioni idrologiche e di vento sfavorevoli. Più della metà proviene da fonti idroelettriche. Oltre ad aumentare la produzione da fonti rinnovabili, l'anno scorso è cresciuta anche la partecipazione nel ramo nucleare attestandosi a 621 GWh. «Abbiamo concluso un accordo a lungo termine con la Eletricité de France (EDF) tramite la società Energiefinanzierungs SA (ENAG), per aumentare la sicurezza di approvvigionamento di elettricità in Svizzera», ha spiegato Leuenberger.

Il nucleare tiene banco anche in politica, con il Consiglio federale che vuole rivedere il divieto di costruzione delle centrali nucleari accettato alle urne nel 2017. «Credo abbia senso essere aperti verso tutte queste tecnologie», ha commentato il CEO uscente, che a luglio diventerà presidente del Consiglio d'Amministrazione di Axpo, azienda che gestisce tre centrali nucleari in Svizzera.

Influsso del quadro geopolitico

Leuenberger ha anche gettato uno sguardo alla situazione geopolitica. Le tensioni in Medio Oriente impattano anche il commercio internazionale di energia. «Attualmente è molto difficile fare delle previsioni», ha sottolineato il direttore. La popolazione del Cantone dei Grigioni, che riceve l'energia dagli impianti idroelettrici, non ne risentirà in termini di prezzo dell'elettricità.

Malgrado la situazione imprevedibile, guarda al futuro di Repower con fiducia. «Per me personalmente sono stati dieci anni molto positivi e molto soddisfacenti», ha concluso Roland Leuenberger, che a inizio giugno passerà il testimone al nuovo direttore, Michael Roth.