
La fondazione per lo sviluppo sostenibile Ethos e otto casse pensioni svizzere hanno registrato un primo successo nella loro lotta contro la scarsa trasparenza delle imprese: Credit Suisse, Nestlé e UBS hanno concesso agli azionisti il voto consultivo sulle remunerazioni dei massimi dirigenti. La stessa richiesta, avanzata in settembre, verrà esaminata dalle prossime assemblee generali di ABB (5 maggio) e Novartis (24 febbraio), indica un comunicato odierno di Ethos. In settembre, Ethos e la casse pensioni avevano inoltrato ad ABB, Credit Suisse Group, Nestlé, Novartis e UBS una risoluzione da parte degli azionisti denominata «Say on Pay» che chiedeva il voto consultivo sui contratti di remunerazione. Dopo le discussioni con Ethos, le due grandi banche e il colosso alimentare vodese hanno accettato volontariamente di concedere agli azionisti il diritto di esprimersi sulle "paghe" dei dirigenti. Le società dovranno di conseguenza fornire sufficienti informazioni prima delle loro assemblee generali. Il direttore della fondazione Ethos, Dominique Biedermann, ha espresso soddifazione per la decisione di CS, UBS e Nestlé: "È un passo importante verso una migliore autoregolazione in meteria di remunerazioni ed è anche un rafforzamento della democrazia dell'azionariato". Ethos spera che tale l'esempio spingerà Novartis e ABB a fare altrettanto. Un gruppo di sostegno alle risoluzioni «Say on Pay» (che in italiano può suonare come "esprimiti sulla paga") è stato costituito recentemente e comprende già una trentina di istituzioni svizzere ed internazionali che gestiscono utili per oltre 250 miliardi di franchi. ATS
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