
Royal Bank of Scotland chiude il 2008 con una perdita record di 24,1 miliardi di sterline (27 miliardi di euro circa), la più alta mai registrata da un'azienda britannica, e ricorre a garanzie statali per assicurare 325 miliardi di sterline di asset. La maxi-perdita è tuttavia inferiore alle attese degli analisti, e si deve in particolare ai 6,1 miliardi di sterline spesi in relazione alla crisi del credito e ai 16,2 miliardi di sterline di svalutazioni relative all'acquisizione di Abn Amro. Nell'annunciare i dati, Rbs ha confermato l'intenzione di cedere asset per 240 miliardi di sterline in un periodo compreso fra 3 e 5 anni e di concentrarsi sul mercato britannico. Intanto, la banca ha concluso un accordo con il governo che le permetterà di beneficiare del piano contro le perdite legate agli asset tossici: lo Stato assicurerà circa 325 miliardi di sterline di asset rischiosi accollandosi perdite fino al 90%. In cambio, la banca verserà all'erario 6,5 miliardi di sterline l'anno. Inoltre lo Stato, che già detiene circa il 70% del capitale dell'istituto, apporterà 13 miliardi di sterline di capitale aggiuntivo, sotto forma di azioni speciali che non faranno crescere la partecipazione pubblica e non porteranno quindi a una nazionalizzazione totale di Rbs. ATS
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