
L'ex Ceo di Raiffeisen Pierin Vincenz ha parlato oggi al Tribunale cantonale di Zurigo nel quadro del processo d'appello che lo riguarda. Nel corso del dibattimento si è mostrato vieppiù abbottonato.
Vincenz mantiene la sua linea difensiva e sostiene che tutte le spese sostenute erano legate al suo impiego, che siano i viaggi a New York con le figlie o un appuntamento ottenuto via Tinder in un hotel a cinque stelle sulle rive della Limmat. Nella Grande Mela avrebbe visitato alcuni sportelli bancari, mentre su Tinder avrebbe preso dimestichezza con i social network.
Più volte ha però rimandato alle dichiarazioni già rese davanti al Tribunale distrettuale, dove si era discusso ampiamente delle sue spese. In ogni caso, ha affermato di non ricordare più tutto. Per il settantenne è poi chiaro che «Raiffeisen sta attualmente conducendo un processo per distruggermi». La banca gli deve «ancora moltissimo denaro».
L'ex Ceo si è mostrato piuttosto reticente anche quando gli è stato chiesto della sua situazione personale. Ha giustificato questo atteggiamento con l'enorme risonanza mediatica del suo caso. Ha fornito brevi informazioni solo sul suo luogo di residenza. Dopo aver venduto la sua villa a Niederteufen (AR), si è trasferito in Ticino, più precisamente a Figino.
In prima istanza Vincenz era stato condannato a tre anni e nove mesi di detenzione in particolare per truffa, amministrazione infedele e corruzione passiva. L'imputato avrebbe abusato delle carte di credito aziendali per scopi privati, con la procura che ha evocato un «Tour de Suisse nel mondo a luci rosse».
Si parla però anche di acquisizioni aziendali con arricchimenti illeciti, effettuate assieme al suo ex socio in affari Beat Stocker. A quest'ultimo in prima istanza erano stati inflitti quattro anni di carcere.
I dibattimenti al Tribunale cantonale sono previsti fino al 21 agosto. Vista la complessità della vicenda, la data della sentenza non è ancora nota.

