
Banchieri e partiti politici hanno accolto positivamente il rinvio del processo civile intentato contro UBS dal fisco americano. È giusto che una soluzione sia cercata in ambito politico, ha ad esempio detto all'ATS Thomas Sutter, portavoce dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Sutter si è però rifiutato di commentare il compromesso cercato da Stati Uniti e Svizzera sulla divulgazione di dati di clienti americani di UBS sospettati di evasione fiscale. L'ASB non vuole esprimersi sull'accordo extragiudiziale prima di conoscerne tutti i contenuti. Dal canto suo, l'Unione democratica di centro (UDC) si rallegra del fatto che il Consiglio federale abbia finalmente mantenuto le proprie posizioni. La Svizzera deve continuare a difendere il suo punto di vista e i suoi principi costituzionali: il rinvio del processo è un successo, commenta il portavoce dei democentristi Alain Hauert. A suo avviso non vi è nulla da ridire a una divulgazione di dati se la frode fiscale è provata e tutto avviene nel rispetto delle leggi. Per il Partito socialista (PS) gli aiuti federali offerti a UBS, a maggior ragione vista la loro ampiezza, obbligavano il Consiglio federale ad agire. Il PS giudica dunque positivamente gli ultimi avvenimenti. Per il Partito popolare democratico (PPD) la ricerca di una soluzione tra Stati è opportuna. Il fatto che siano previsti negoziati bilaterali indica che gli Stati Uniti prendono la Confederazione sul serio e che sono essi stessi interessati al rispetto dei principi costituzionali, ha rilevato la portavoce del PPD Marianne Binder. ATS
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