
È notizia di ieri: la Federal Reseve (Fed) ha aumentato il tasso di interesse dello 0,25%. Si tratta del decimo incremento consecutivo da parte della banca centrale americana, che suggella la serie più rapida di aumenti dei tassi in quattro decenni. “L’azione della Fed è stata massiccia nei mesi scorsi, forse perché è arrivata in ritardo nella lotta contro l’inflazione”, spiega a Ticinonews il giornalista economico Lino Terlizzi. Tuttavia, questa volta “si è trattato di una crescita contenuta”.
Cosa farà la BNS?
Quello che tutti si chiedono adesso è se anche la Banca Nazionale Svizzera (BNS) si muoverà nella stessa direzione. “Per ciò che si vede nel quadro attuale è una mossa possibile”, prosegue Terlizzi. La BNS ha però più margine d’azione poiché in Svizzera “l’inflazione resta a livelli decisamente inferiori rispetto alle maggiori aree economiche, e già nei mesi scorsi abbiamo assistito a dei cali. Vedremo cosa accadrà”. Probabilmente “l’aumento arriverà, perché si vuole stringere il cordone della lotta all’inflazione, ma dovremo prima osservare cosa succederà nelle prossime settimane, per poter capire meglio”. La BNS si esprimerà alla fine del secondo trimestre, a giugno.

