
In luglio l'indice totale dei prezzi alla produzione e all'importazione è rimasto stabile rispetto a giugno a quota 99,7 punti (base dicembre 2015 = 100). Lo riferisce in una nota odierna l'Ufficio federale di statistica (UST). Su base annua invece il livello dei prezzi dell'offerta totale dei prodotti indigeni e importati è diminuito dello 0,1%. Per quanto riguarda l'indice dei prezzi alla produzione, responsabili della contrazione rispetto al mese precedente sono stati in particolare i prodotti petroliferi, gli elementi elettronici e le schede elettroniche, nonché gli strumenti per irradiazione e le apparecchiature elettromedicali. Al contrario, ad aumentare sono stati per esempio i prezzi dei rottami di ferro. A provocare la flessione dell'indice dei prezzi all'importazione in confronto a giugno è stato soprattutto il settore dei carburanti. Meno cari anche preparati farmaceutici, frutti a semi e a nocciolo, olio da riscaldamento, acciaio, componenti di orologi, ortaggi e patate. Salgono invece i prezzi di computer e unità periferiche e nella categoria altri prodotti metallici, così come in quella rame e prodotti relativi.
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