
L'accordo sul piano di aiuti al Portogallo potrebbe vedere la luce nelle prossime ore. Ma 80 miliardi di euro potrebbero non bastare per salvare Lisbona. Ce ne potrebbero volere almeno 100, secondo i calcoli del principale quotidiano finanziario portoghese Diario Economico. E secondo il responsabile del Fondo salva-Stati, Klaus Regling, una parte degli aiuti dovrebbe andare al risanamento del sistema bancario, come fatto per la Grecia e l'Irlanda: almeno il 10%. La verità si dovrebbe conoscere a breve. I negoziati in corso nella capitale lusitana tra le autorità portoghesi da una parte e i rappresentanti di Commissione Ue, Bce ed Fmi sono oramai in dirittura d'arrivo e l'annuncio - spiegano a Bruxelles - dovrebbe arrivare molto presto, al massimo entro il fine settimana. L'approvazione del piano da parte dell'Ecofin è attesa il 17 maggio. In tempo perchè il Portogallo possa affrontare le scadenze di giugno (pari a circa 5 miliardi di euro) sul fronte dei titoli pubblici. Ma a complicare le cose c'è l'incognita finlandese. Il partito nazionalista Veri Finlandesi, uscito vittorioso dalle ultime elezioni politiche, minaccia di non votare in Parlamento il salvataggio di Lisbona. Salvataggio che, secondo le regole, i ministri finanziari europei dovranno approvare all'unanimità. Il leader dei veri Finlanesi, Timo Soini, è stato costretto dalla base a fare retromarcia, dopo le dichiarazioni di alcuni giorni fa che erano apparse come un'apertura sul piano di aiuti portoghese. Bruxelles, comunque, mostra ottimismo: "Siamo fiduciosi che la Finlandia parteciperà al salvataggio", ha affermato un portavoce dell'esecutivo europeo. ATS
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