
Le piccole e medie imprese (PMI) orientate all'estero guardano con fiducia all'anno appena cominciato: è quanto emerge dall'indicatore export delle PMI, costituto dal barometro delle esportazioni di Credit Suisse e dalle prospettive di export delle PMI di Switzerland Global Enterprise (S-GE, già Osec). Il primo indice, che rileva la domanda estera di prodotti svizzeri, registra ora un valore di 1,36, contro l'1,03 degli ultimi tre mesi del 2013, informa un comunicato odierno. Si tratta del valore più alto dalla primavera 2011, non solo superiore alla soglia di crescita (fissata a zero), bensì anche alla media pluriennale fissata a 1. Il valore calcolato da S-GE si attesta da parte sua a 64,9 punti, contro i 59,3 punti del quarto trimestre 2013: è il dato più elevato dal periodo luglio-settembre 2011. Tra le PMI intervistate continua la tendenza di crescita: il 42% si attende per il prossimo trimestre una progressione dell'export (contro il 37% del trimestre precedente), il 47% una stagnazione e solamente l'11% un calo (16% tre mesi prima). A livello settoriale non mancano comunque le differenze. Per quanto riguarda i singoli stati si attendono forti impulsi da Giappone, USA e Gran Bretagna. Le previsioni di esportazione per i grandi paesi emergenti (Cina, India, Russia e Brasile) restano moderate, ma tuttavia positive. Anche nell'Eurozona vi sono segnali di progressione: per Germania e Italia si attendono livelli tra i più alti degli ultimi 30 mesi. Solamente da Francia e Grecia è prevista una diminuzione della domanda.
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