
Le piccole e medie imprese (PMI) svizzere si attendevano una brusca contrazione delle attività per il primo trimestre. La realtà tuttavia, soprattutto nell campo delle esportazioni, si è rivelata peggiore di quanto anticipato negli ultimi tre mesi del 2008, indica l'UBS in una nota odierna. A fronte di un contesto caratterizzato dal calo dei fatturati, degli utili e dei prezzi di vendita, le PMI hanno iniziato a ridimensionare i loro organici. Per il 2. trimestre non è prevista un'inversione di tendenza. Questo è il quadro emerso dal recente sondaggio che UBS ha condotto in collaborazione con l'Unione svizzera delle arti e dei mestieri. All'inchiesta hanno partecipato circa 600 PMI. Tra gennaio e marzo il clima degli affari per le PMI è sensibilmente peggiorato anche per le società di servizi, ma in misura maggiore per quelle industriali. Entrambi i settori, tuttavia, sono accomunati da una notevole flessione del fatturato, scrive l'UBS. Il volume delle nuove commesse per le PMI industriali è diminuito drasticamente, soprattutto per quanto riguarda gli ordini dall'estero. Nonostante il rallentamento della produzione e il ridimensionamento degli organici, i portafogli ordini si sono alleggeriti. Tra aprile e giugno - rispetto al pari periodo del 2008 - i fatturati e gli utili dovrebbero subire contrazioni simili a quelle del primo trimestre. In ogni caso, la pressione sui prezzi di vendita si farà più schiacciante e si giungerà inevitabilmente a un nuovo ridimensionamento più incisivo degli organici, prosegue la nota. Dal sondaggio non è emerso alcun peggioramento della disponibilità di crediti rispetto allo scorso anno. A questo proposito le imprese del settore edile non hanno riferito di alcuna variazione. Nel confronto con altri rami, l'accesso al credito è un po' peggiorato per le piccole e medie aziende nel commercio al dettaglio. ATS
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