
L'economia svizzera ha proseguito la crescita nel secondo trimestre dell'anno, anche se a ritmi contenuti: il prodotto interno lordo reale (PIL) è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Gli esperti avevano pronosticato al massimo un incremento dello 0,3%. Rispetto al periodo aprile-giugno 2007 il ritmo di espansione si è attestato al 2,3%, ha comunicato oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), precisando che alla progressione hanno contribuito in modo determinante i consumi privati e il commercio estero. La Svizzera sembra dunque resistere meglio rispetto alla zona euro, che per la prima volta nella sua storia ha registrato un calo del PIL nel secondo trimestre. Aymo Brunetti, capo della Direzione della politica economica presso la SECO, ha definito "buono" l'andamento del secondo trimestre. Per l'intero anno la Segreteria si attende un rallentamento più accentuato. Nel 2007 il PIL elvetico era progredito del 3,3%, nel 2006 del 3,4%. L'aumento delle spese per i consumi privati ha segnato un'accelerazione, raggiungendo lo 0,6% ( 0,2% nel primo trimestre). L'evoluzione è da attribuire soprattutto alle maggiore uscite nei settori alloggi, energia e salute, ma anche alla crescita delle spese per i mobili, gli elettrodomestici, il tempo libero e la cultura. I consumi privati sono invece regrediti per quanto riguarda l'abbigliamento e i servizi finanziari e assicurativi, si legge nella nota. Da un anno all'altro la domanda di consumo delle economie domestiche è salita del 2,5% ( 1,7% nel primo trimestre). La spesa per i consumi dello Stato è cresciuta dello 0,7% su base trimestrale (-1,6% da un anno all'altro). Le esportazioni di merci e servizi hanno evidenziato una netta progressione ( 3,6%), sottolinea la nota della SECO. Il ritmo è stato più sostenuto per le merci ( 6,4% senza metalli preziosi e oggetti d'arte e antiquariato; -0,5% nel 1. trimestre) rispetto ai servizi ( 1,3% risp. 0,5%). Su base annuale l'export di merci ha segnato un 7,7%, i servizi 5,1%. L'intensificazione dell'interscambio di merci è riconducibile in ampia misura alla collocazione del periodo pasquale. Nel secondo trimestre 2008 i giorni lavorativi sono risultati più numerosi rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, osserva la SECO. ATS
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