
La piazza finanziaria elvetica è una delle meno trasparenti al mondo: lo denuncia uno studio di numerose organizzazioni non governative. La Svizzera è preceduta soltanto dallo Stato americano del Delaware e dal Lussemburgo. Al quarto e quinto posto figurano le isole Cayman e la "City" londinese.Per la prima volta la Rete Internazionale per la giustizia fiscale (Tax Justice Network), fondata anche dalle organizzazioni svizzere Alliance Sud e Dichiarazione di Berna, ha stilato una speciale classifica dell'opacità finanziaria ("Financial Secrecy Index"), che domani verrà presentata a Londra.A differenza delle liste "nere" e "grigie" dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la graduatoria non include soltanto gli Stati nazionali, bensì anche varie entità regionali. Complessivamente sono così finiti sotto la lente degli esperti una sessantina di centri offshore, paradisi fiscali o presunti tali, ha indicato oggi Alliance Sud e la Dichiarazione di Berna in una nota congiunta.I "primi" della classe sono quelli che mascherano i flussi finanziari illegali e favoriscono l'evasione fiscale: in tal modo sottraggono miliardi ai paesi in via di sviluppo, denunciano i promotori dello studio.Secondo Olivier Longchamp, esperto di questioni finanziarie della Dichiarazione di Berna, ogni anno la piazza finanziaria elvetica impedisce ai paesi poveri di riscuotere 5,4 miliardi di franchi sotto forma di tasse: ciò corrisponde a due volte e mezzo l'aiuto pubblico allo sviluppo della Svizzera."La Confederazione deve interpretare questo indice come un incoraggiamento ad impegnarsi su scala internazionale a favore di una maggiore trasparenza delle piazze finanziarie", ha dal canto suo dichiarato Mark Herkenrath, esperto di Alliance Sud, citato nella nota.ATS
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