
PSA Peugeot Citroen registra nel 2008 le sue prime perdite da dieci anni e per far fronte alla crisi decide di ridurre nel 2009 l'organico di 11.000 persone e la produzione del 20-30%. Le prospettive per l'anno in corso non sono infatti incoraggianti: secondo il gruppo guidato da Christian Streiff il mercato mondiale dell'auto registrerà un calo di almeno il 20% e il ritorno all'utile operativo non è atteso prima del 2010. Il costruttore ha pubblicato i suoi risultati, che si riassumono in perdite nette di 343 milioni, perdite operative di 367 milioni per un fatturato sceso del 7,4% a 54,3 miliardi, mentre da Bruxelles si segnalano dubbi e perplessità sul piano di salvataggio che prevede prestiti agevolati per l'industria auto. La Commissione europea potrebbe infatti ritenere 'illegale' le condizioni poste da Parigi a PSA Peugeot Citroen e Renault per ricevere un prestito di 3 miliardi ciascuno, e cioé quelle di non chiudere stabilimenti in Francia per i 5 anni della durata del prestito e di evitare licenziamenti. Per ottenere il via libera di Bruxelles, Parigi cerca di convincere della sua fede 'antiprotezionista' ed esorta, come ha fatto stamani la ministra dell'Economia Christine Lagarde, gli altri Paesi dell'UE a dare una risposta concertata ai problemi dell' industria europea. PSA Peugeot Citroen si è impegnato formalmente a non chiudere i suoi siti di produzione in Francia e a non procedere a licenziamenti, come ha chiesto il presidente Nicolas Sarkozy, non escludendo però di 'ridurre' le dimensioni delle sue fabbriche per adattarle al calo di produzione. Il gruppo intende anche fare dei tagli nel suo organico: secondo quanto annunciato stamani alla conferenza stampa saranno tra 10.000 e 12.000 i dipendenti che lasceranno il gruppo, di cui tra 6.000 e 7.000 francesi. Il gruppo, che impiega nel mondo 207.000 persone di cui 113.000 in Francia, ha precisato che si tratterà di prepensionamenti e di uscite su base volontaria sia in Francia che nelle filiali europee del Regno Unito e della Spagna, oltre che nelle filiali commerciali europee. Streiff, la cui posizione secondo informazioni stampa sarebbe sempre più contestata, ha avvertito che "il primo semestre sarà estremamente duro, con tagli di produzione e cali di mercato", e in particolare i primi tre mesi "con difficoltà su fronte delle vendite, tesoreria e redditivita". Il prestito di 3 miliardi, unito ad altre fonti di finanziamento dovrebbe però permettere al gruppo, ha detto Streiff, di far fronte ai bisogni per le attività industriali e commerciali. Priorità nel 2009 sono intanto il lancio di nove nuovi modelli e la gestione degli stock che tanto pesa sulla tesoreria. ATS
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